Rinnovo contratto scuola, firmata parte economica dopo l’incontro di ieri, 1° aprile, relativo alla prosecuzione della trattativa del rinnovo contrattuale CCNL personale comparto Istruzione Ricerca 2025 – 2027, all’Aran.
Poiché l’ipotesi di accordo viene sottoscritta nel corso del secondo anno del periodo contrattuale di riferimento, per il periodo gennaio 2025 – giugno 2026, il personale maturerà arretrati per la parte di incremento non ancora corrisposta. Calcolati con riferimento al 30 giugno 2026, gli importi stimati vanno da circa 815 euro a circa 1250 euro.
Nel sito dell’Aran è stato pubblicato il testo dell’ipotesi del CCNL 2025/2027. Al suo interno sono contenute le tabelle ufficiali con gli aumenti stipendiali per docenti e ATA.
Per tutte le ultime novità sul contratto si è svolta una diretta dall’ARAN con il nostro direttore Alessandro Giuliani che sentirà le testimonianze dei protagonisti. In studio il vicedirettore Reginaldo Palermo insieme a Daniele Di Frangia e Valerio Musumeci della redazione hanno affrontato i temi del rinnovo del CCNL.
La firma è arrivata al termine di sole tre sessioni di lavoro, un risultato definito eccezionale dall’Aran considerata la complessità del contratto. Il presidente dell’ARAN, Antonio Naddeo, ha commentato: “Per la prima volta nella storia della contrattazione collettiva pubblica, il comparto Istruzione e Ricerca apre la tornata contrattuale nazionale. Si sta recuperando il ritardo accumulato negli anni passati, e lo si fa con continuità, velocità e consenso”. Tra i sindacati firmatari – CGIL, CISL, UIL, SNALS, Gilda e Anief – non mancano però le riserve. Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc-Cgil, ha dichiarato: “Non basta rivendicare di avere sottoscritto tre contratti: è importante la volontà politica di rafforzare diritti, tutele e la condizione salariale del personale”. Ivana Barbacci della CISL ha invece espresso soddisfazione: “Oggi stiamo raccogliendo i frutti delle scelte compiute all’atto della sottoscrizione dell’intesa per il precedente rinnovo”. Resta aperto il nodo del 2013, anno contrattuale non riconosciuto e considerato da più sindacati una ferita ancora irrisolta.