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Rissa nel bagno della scuola, collaboratrice scolastica interviene e viene colpita: finita al pronto soccorso

Redazione

Ancora violenza in una scuola media, a Parma: come riporta La Gazzetta di Parma, due ragazzini si sono trovati faccia a faccia, nel bagno dell’istituto e si sono aggrediti. A fermare la scazzottata decisamente violenta è dovuta intervenire una collaboratrice scolastica.

La donna tornerà al lavoro tra qualche giorno

La donna è stata colpita ed è finita al pronto soccorso con alcune contusioni per fortuna guaribili in alcuni giorni. Subito dopo sono intervenuti i docenti presenti nella scuola che hanno separato i due rivolgendosi al dirigente che ha allertato i genitori dei ragazzi.

Naturalmente il gesto è stato sanzionato con la giusta fermezza, si è svolto un consiglio di classe e sembrerebbe che i due ragazzi, entrambi di una terza media, abbiano compreso la gravità della loro azione. La bidella dovrebbe rientrare tra pochi giorni al lavoro.

Il commento della scuola

“Si tratta di un episodio da condannare, è ovvio – fanno sapere dall’istituto – ma sarebbe sbagliato alimentare l’impressione che le scuole sono violente, che non c’è controllo. Noi, al contrario, siamo subito intervenuti e abbiamo cercato di fare ragionare i ragazzi. Però è anche vero che la violenza non è una componente della scuola ma è una dinamica che coinvolge l’intera nostra società”.

Violenza a scuola, i dati

Dall’omicidio avvenuto in una scuola di La Spezia a una violenza giovanile sempre più diffusa e precoce. Secondo un’indagine di Skuola.net, ragazze e ragazzi crescono immersi in una “dieta mediatica” carica di aggressività, che rischia di influenzare comportamenti e percezioni, abbassando la soglia di allarme e normalizzando l’uso della forza.

Sfide criminali, serial killer, sparatorie, risse e sopraffazione non sono più contenuti marginali: inseguono quotidianamente i più giovani attraverso social network, videogiochi, musica e serie TV. Non serve cercarli, arrivano automaticamente sugli schermi. Lo studio rivela che il 27% dei giovani entra in contatto con contenuti violenti ogni giorno e il 37% molto spesso. Solo per il 28% accade raramente, mentre appena il 9% dichiara di non esserne mai esposto.

Il dato più allarmante riguarda però la percezione degli effetti: il 70% degli intervistati ritiene che l’esposizione continua alla violenza possa contribuire all’escalation di comportamenti aggressivi. Per il 17% rappresenta addirittura la causa principale, mentre per il 53% è una concausa significativa. Solo il 30% non vede una relazione diretta.

Alla luce di questi numeri, appare riduttivo attribuire episodi di violenza estrema a singole categorie o etichette, come quella dei cosiddetti “maranza”. Il fenomeno sembra coinvolgere una platea molto più ampia di adolescenti e giovani adulti, cresciuti in un contesto comunicativo dove linguaggi aggressivi e modelli violenti sono sempre più visibili e tollerati.

Non sorprende, quindi, che molti giovani chiedano maggiore sicurezza. Un instant poll di Skuola.net, realizzato su oltre 500 studenti dopo la tragedia di La Spezia, mostra che il 60% è favorevole a una stretta sui controlli, incluso l’uso di metal detector nelle scuole a rischio, e a sanzioni severe per chi porta armi o oggetti offensivi.

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