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Ritorno a scuola, via mascherina e distanziamento per prof e alunni Usa vaccinati. E in Italia? Troppi no-vax

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C’è una certa apprensione per i dati europei sull’andamento dei contagi da Covid-19: dopo la caduta libera delle ultime settimane, si è purtroppo registrato un nuovo aumento dei casi. Anche in Italia. È vero che non comportano pari aumento di ricoveri, ma è l’attenzione rimane alta. Guardando agli Stati Uniti le cose vanno meglio, perché non c’è alcun aumento di casi. E anche una certa libertà di comportamento nelle scuole: il Centers for Disease and Prevention, nell’indicare le nuove linee guida per la riapertura delle scuole (anticipate rispetto alle nostre date), ha annunciato che negli Usa gli insegnanti e gli studenti vaccinati non dovranno indossare la mascherina in classe.

In Italia molta cautela

L’omologo statunitense del nostro Cts, che invece ad oggi ha deciso di mantenere sostanzialmente le regole comportamentali a scuola di un anno fa, ha comunque fatto sapere che gli istituti dovrebbero in ogni caso continuare a favorire il distanziamento sociale, anche se questo non deve essere un ostacolo alla riapertura. Un distanziamento che però non sarà necessario fra gli studenti e gli insegnanti vaccinati.

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Negli Stati Uniti, è bene ricordarlo, le vaccinazioni sono più avanti rispetto all’Italia: due adulti su tre hanno già ricevuto almeno la prima dose, mentre poco più della metà degli over 18 ha completato la vaccinazione. Un buon 30% di cittadini statunitensi, quindi, non avrebbe alcuna copertura dal Covid.

I non vaccinati in Italia: 223 mila

In Italia, dicevamo, siamo indietro: in base al rapporto settimanale pubblicato sul sito del governo, aggiornato alle ore 16 del 9 luglio, sono quasi 223 mila i lavoratori del personale scolastico italiano che non sono ancora stati vaccinati contro il Covid neppure con una dose. Corrispondono al 15,25% del totale.

Mentre il personale sanitario è stato vaccinato completamente quasi al 93%, tra gli over 60 la fascia d’età più in ritardo nell’immunizzazione è sempre quella 60-69 anni, vaccinata al 56,35%.

Sul tema continua il dibattito, anche acceso, tra chi chiede la vaccinazione coatta anche per il personale della scuola e chi invece è titubante. Tra questi si evidenzia in modo sempre più chiaro che esiste una percentuale non indifferente di no-vax.

La contrapposizione è anche politica. “Il governo valuti seriamente l’obbligo per gli insegnanti di vaccinarsi, in vista delle riaperture delle scuole”, ha scritto in un tweet Riccardo Nencini, presidente della commissione Istruzione del Senato.

PARTECIPA AL SONDAGGIO: VACCINO OBBLIGATORIO?

Floridia: torneremo in presenza

Il governo è alla finestra: “Noi ci rimettiamo alle indicazioni del comitato tecnico scientifico – ha spiegato Barbara Floridia, sottosegretaria all’Istruzione durante una visita alla scuola ‘Portella della Ginestra’ di Vittoria, nel Ragusano -, abbiamo messo in sicurezza la scuola, con la vaccinazione dell’80 per cento degli insegnanti”.

Floridia si dice ottimista: “Studi scientifici dimostrano che a contagiarsi di più sono gli adulti, non i bambini, quindi io mi sento abbastanza sicura e certamente ritorneremo in presenza” a scuola.

De Luca: più casi, ma tanti vaccinati

Intanto, però, il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, torna a manifestare una certa preoccupazione per il numero di positivi al Covid che ad oggi si registra nella regione: in base ai dati dell’Unità di crisi della Regione, nelle ultime 24 ore sono 226 i casi positivi al Covid su 7.682 tamponi molecolari esaminati.

In un giorno il tasso di contagio è passato dal 2,35% al 2,94%: un incremento che, assieme all’escalation della diffusione della variante Delta, ha portato De Luca ad invitare i cittadini ad essere prudenti, ad indossare la mascherina, ribadendo che non ha alcun senso portarla al collo e al braccio.

De Luca ha ricordato che il personale scolastico della Campania è vaccinato al 93 per cento: un dato che, osserva con orgoglio, fa piazzare la Campania ai primi posti ma per riaprire in sicurezza è necessario anche procedere alla vaccinazione degli studenti.

“Invece di continuare a minacciare di chiudere le scuole, De Luca si occupi seriamente di fare la campagna vaccinale per i più giovani. Contano i fatti, non le chiacchiere”, ha replicato Stefano Caldoro, capo della opposizione di centrodestra in Campania su Twitter.

Fontana punta all’immunità di gregge

Più tranquillo appare Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia: intervenendo ad ‘Aria pulita’, su 7Gold, il governatore ha detto che “la vaccinazione sta ancora procedendo bene e oggi raggiungiamo le 10mln di somministrazioni che rappresentano il 72% della popolazione e il 76% dei vaccinabili. Questo vuol dire che quando avremo concluso questa fase, ovvero con la seconda dose, avremo raggiunto praticamente l’immunità di gregge”.

Fontana ha ribadito che la Regione Lombardia sta predisponendo una “campagna per i giovani che dovranno tornare a scuola, uno screening per cercare di evitare che all’interno delle scuole si possano creare dei focolai come in passato”.

“Questo non vuol dire che la battaglia è finita, ma direi che rispetto a un anno fa siamo messi in una situazione di grandissimo vantaggio: un anno fa, in assenza di una vaccinazione, eravamo nelle mani delle scelte del virus, adesso molto meno” ha concluso il governatore, ribadendo di non essere eccessivamente preoccupato per la variante Delta, perché non avrebbe “grandi conseguenze per chi è vaccinato“.

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