La guerra in Ucraina potrebbe portare alla leva volontaria, ma anche al ritorno della coscrizione obbligatoria dei giovani, spianata fra l’altro dai continui timori di presunte, quanto improbabili, invasioni straniere.
Oltre a non capire chi possa farlo, invadere cioè l’Unione europea, non è nemmeno chiaro a quale scopo: forse, lo spazio vitale o l’accaparramento delle terre rare? Oppure, la presa di possesso delle industrie manifatturiere o di quelle chimiche, mentre l’Italia si potrebbe aspettare l’occupazione dei musei d’arte e dei produttori di specialità alimentari, vini compresi.
Una bufala, insomma, quella del nemico alle porte, ma sufficiente per giustificare la coscrizione obbligatoria dei ragazzi.
E allora, racconta Domani, in Europa sono iniziate le avvisaglie per promuovere il servizio militare. Ad aprire le danze, si fa per dire, la Germania, che ha approvato una legge per l’introduzione del servizio militare volontario.
Secondo questa legge, circa 680mila cittadini tedeschi nati dal 2008 riceveranno un questionario in cui gli si chiede se sono disposti a prestare il servizio militare, mentre ai maschi sarà imposta una visita di leva obbligatoria.
Il maschilismo in Germania, a quanto pare, non ha perso mordente, anche se si starebe discutendo una legge per riattivare la leva obbligatoria o imporre una formula di sorteggio.
Escamotage e sortilegi che però ai giovani non piacciano affatto, tant’è che all’approvazione della legge sul servizio volontario, migliaia di giovani sono scesi in strada per protestare, sostenuti dai genitori preoccupati per i propri figli.
Anche in Francia le cose non vanno meglio sul fronte del servizio militare. Qui è stato annunciato l’avvio del reclutamento a partire dall’estate del 2026 della durata di 10 mesi, nella speranza, sospira il Governo, di mobilitare 3mila persone il primo anno, fino ad arrivare a 50mila nel 2035. Sembra tuttavia, a conti fatti, che il progetto, risulterebbe molto costoso.
In ogni caso, anche in Francia i ragazzi non ci stanno: “Credo che i giovani non siano molto interessati, infatti è difficile reclutarli”, sibilano i sondaggisti.
E in Italia? Il ministro della Difesa Guido Crosetto vorrebbe istituire una leva militare volontaria. Ma il movimento “Azione non violenta” ha messo le mani avanti e già consegnato al Consiglio dei ministri e al presidente Sergio Mattarella 7.471 lettere di cittadine e cittadini, che si sono detti non disponibili in alcun modo alla chiamata alle armi.
Rimane comunque fermo il diritto all’obiezione di coscienza, riconosciuto nel 2011 dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Dunque, a estremi mali estremi rimedi.