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11.07.2025

Scena muta Maturità: chi protesta non passa l’esame; ma cosa succederà a chi risponderà “leopardare” alla domanda “dimmi l’Infinito di Leopardi” ?

In una intervista rilasciata a Fanpage il Ministro Valditara ha risposta alla stessa domanda che ci siamo posti anche noi dopo aver saputo che c’è l’intenzione di non far superare l’esame di Stato a chi decide di “fare scena muta” al colloquio.

“Ministro, come si farà però concretamente a distinguere tra una persona che non sta collaborando intenzionalmente e una che invece ha delle difficoltà all’orale?”: questa la domanda che è stata posta da Fanpage (domanda che in queste ore si fanno in tanti).

Questa la risposta del ministro Valditara: “Penso sia abbastanza chiaro. C’è una bella differenza tra il ragazzo che dichiara di non voler rispondere e chi manifesta un momento di difficoltà. Noi vogliamo sanzionare chi fa volontariamente scena muta e manifesta l’intenzione di non collaborare. Anche perché, sappiamo benissimo come funziona un orale. I professori cercheranno sempre di aiutare un ragazzo che ha un blocco emotivo: gli faranno un’altra domanda, faranno un esame più lungo, dandogli ulteriori opportunità per rispondere su altri argomenti. Ma se un ragazzo fa scena muta di proposito, rifiutandosi di collaborare, sarebbe svilire l’istituzione scolastica prestarsi a questa presa in giro”.

Per capire se una disposizione del genere sia legittima anche sul piano costituzionale ci vorrebbe un giurista con competenze specifiche e quindi ci asteniamo da ogni giudizio in merito: anche perché la risposta del Ministro chiarisce poco, nel concreto, quale disposizione normativa si potrebbe o dovrebbe adottare per sanzionare lo studente “protestatario”.
La soluzione potrebbe forse essere qualla di introdurre una norma che dica che “lo studente che dichiara espressamente di non voler rispondere alle domande della Commissione per contestare l’esame dovrà in ogni caso ripetere l’anno”.
Ma non appare un’operazione facile da realizzare.
Anche perché lo studente che voglia contestare l’esame potrebbe comunque ricorrere ad altri sottili sistemi.
Per esempio alla domanda “mi parli dell’Infinito di Leopardi” potrebbe rispondere “leopardare” e alla domanda “quanto fa 1 alla meno 3” potrebbe dire (come nella mitica scena di Ecce bombo di Nanni Moretti) “un terzo”.
E il commissario: “No, su ci rifletta”.
Lo studente: “Sì sì, ci sono, fa radice di 3”. E ancora: “Ma no, stia calmo!”. E così via
Cosa succederebbe in tal caso? La Commissione dovrebbe verbalizzare che “lo studente ha palesemente preso in giro i commissari”?
Forse sì, ma abbiamo il timore che un qualsiasi TAR della Repubblica potrebbe dare ragione allo studente e la scuola si troverebbe anche a dover pagare le spese legali.

Dopo aver letto le spiegazioni fornite dal Ministro a Fanpage, pertanto, continuiamo a rimanere della nostra opinione: la norma in questione ci sembra difficile da scrivere, ma soprattutto quasi impossibile da applicare.

A latere, aggiungiamo anche che Fanpage ha chiesto a Valditara se queste nuove regole entreranno in vigore nel 2025/26. Il Ministro ha laconicamente risposto “ci proviamo”.
Anche in questo caso, ci permettiamo di avere qualche dubbio: già sull’introduzione delle regole sulle sospensioni dalle lezioni, dal lato ministeriale erano stati annunciati cambiamenti in vigore da settembre 2023: invece, si slitterà a settembre 2025.
Ma, ovviamente, come sempre aspettiamo gli eventi.

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