“Mezzo milione di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, cittadine e cittadini, hanno partecipato alle oltre cinquanta manifestazioni organizzate sul territorio nazionale a sostegno dello sciopero generale proclamato dalla Cgil per l’intera giornata di oggi in tutti i settori, pubblici e privati, contro una legge di bilancio ritenuta ingiusta e dannosa”. Questo quanto comunica la Cgil in una nota riportata da RaiNews.
“A Firenze, al corteo concluso in piazza del Carmine dal segretario generale Maurizio Landini, si è registrata una presenza di circa 100 mila partecipanti”. Sempre secondo la testata, l’adesione media nazionale allo sciopero generale, secondo i dati finora pervenuti, si attesta intorno al 68%. Tra le altre città, si conterebbero 15 mila persone in piazza a Milano, a Bologna e a Palermo, 10 mila a Torino, a Modena e a Napoli.
Il segretario della Cgil Maurizio Landini, dal palco di Firenze ha dichiarato: “rispetto alla Francia, alla Germania, all’Inghilterra, noi siamo il Paese che spende meno in sanità rispetto alla nostra produzione industriale e alla nostra situazione. Noi spendiamo attorno al 6% del Pil quando la media in Europa è il 7,5%, e quando altri paesi arrivano a spendere anche il 10%, l’11%. Con il 6% di spesa cosa sta succedendo? Che i cittadini italiani, cioè tutti noi, oltre a quello che già paghiamo con le nostre buste paga, se vogliamo curarci, abbiamo bisogno di pagare altri soldi, come ognuno sa. Ci sono le liste d’attesa. Se vuoi la cura, paghi, ce l’hai, altrimenti no”. “Sapete quant’è la spesa complessiva che i cittadini italiani pagano come spesa privata? Sono 41 miliardi. E qual è la differenza tra spendere il 6% o spendere il 7,5%? Vuol dire aumentare la spesa sanitaria di 40 miliardi. Vuol dire che la spesa che oggi è privata è quella che servirebbe che diventasse pubblica per evitare di pagare la sanità, e per avere le risorse pubbliche per assumere i medici, gli infermieri per fare gli investimenti sul territorio per affrontare questa situazione”. Landini anche sul palco ha ribadito di voler “lanciare una campagna di raccolta di firme per presentare questa legge”.
Sempre Landini sui precari: “la precarietà non è un problema dei giovani, non giriamoci attorno: se vogliamo combattere e contrastare la precarietà, sono quelli che non sono precari che, innanzitutto, si devono battere e scioperare per cancellare la precarietà. Questa è la solidarietà, questo è il sindacato”. “Quando ho lavorato – ha ricordato -, io la precarietà non l’ho conosciuta. E vorrei che fosse chiaro, non è merito mio, eh, io non avevo fatto niente, ero andato semplicemente a lavorare. Ma mi sono trovato dei diritti, perché quelli prima di me che quei diritti lì non ce ne avevano, si erano battuti per ottenerli, non per loro, ma per tutti”.
Il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, in una nota, ha parlato dello sciopero della Cgil definendolo un “flop”. “Tra i lavoratori pubblici neppure metà degli iscritti alla Cgil ha aderito allo sciopero. Diciamo pure che voglio tenermi largo, perché alla fine del rilevamento la percentuale potrebbe essere molto più bassa della metà. Il dato rilevato alle 18.30 sul 50% dei lavoratori pubblici attesta un’adesione del 4,4%. Una partecipazione dai numeri disastrosi, che smaschera senza appello l’operazione politica messa in scena dalla Cgil e dal suo segretario Maurizio Landini”, dichiara Zangrillo.
Secondo i dati pervenuti al ministero dell’Istruzione, allo sciopero indetto dalla Cgil alle ore 15 del 12 dicembre l’adesione nazionale allo sciopero era del 3,86%. Il numero, spiega una nota del ministero dell’Istruzione e del Merito, emerge da una rilevazione sul 51,88% delle scuole. L’adesione, prosegue il ministero, è “fra le più basse registrate in questi ultimi 3 anni”.