Dopo gli scontri violenti che ci sono stati lo scorso 22 settembre a Milano, giorno di sciopero generale per Gaza, stanno arrivando i primi provvedimenti per le persone coinvolte. Due studenti di un liceo milanese, un ragazzo e una ragazza di 17 anni, sono stati arrestati per resistenza aggravata, come riporta Ansa.
Il loro legale non ci sta: “Hanno dato loro gli arresti domiciliari, al momento senza neanche la possibilità di andare a scuola. Impugneremo il provvedimento che, usando un eufemismo, non condividiamo”.
“Non siamo assolutamente soddisfatti della decisione del gip – ha aggiunto -, che non tiene conto del video che abbiamo prodotto e di tutta la situazione personale e familiare dei ragazzi. Basti solo dire che i maggiorenni sono con l’obbligo di firma e i minorenni con l’obbligo di permanenza a casa. Le condotte contestate erano le stesse, ma per un meccanismo giudiziario perverso un giudice ha deciso che bastasse l’obbligo di firma e un altro che andassero ai domiciliari. Peraltro non autorizzando nemmeno la possibilità di andare a scuola”.
“Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede a Gaza. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto ‘Odio gli indifferenti’, perchè l’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. I bambini stanno morendo: in Palestina 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana”. Lo ha detto alla ‘Tecnica della Scuola’ Moira Aloisio, della Cub Scuola, nella giornata dello sciopero e delle manifestazioni in 75 piazze d’Italia per chiedere di fermare il genocidio a Gaza.
“La scuola non può essere estranea a una manifestazione di questo genere, sia dal punto di vista dei docenti che dal punto di vista degli studenti. Gli educatori. Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto chiaramente ‘Odio agli indifferenti’. L’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. La scuola non può non vedere quello che succede. I bambini stanno morendo: 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana. Noi, come docenti, come educatori, non possiamo restare indifferenti a tutto questo”, ha detto.