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Aggiornato il 21.09.2025
alle 22:05

Sciopero generale per Gaza: silenziare i profili social nel mondo dell’educazione

Per domani 22 ottobre è stato indetto da parte di una pluralità di sindacati di base lo sciopero generale per Gaza.

In vista dello sciopero il gruppo pedagogiste per Gaza (Elisa Gaggero, Arianna Guarnieri, Angela Azzurra Lariccia, Silvia Martella) ha proposto a tutti/e i/le professionisti/e dell’educazione uno sciopero generale dei profili social del mondo dell’educazione suggerendo sia una immagine che la caption (Oggi scioperiamo, scegliendo il silenzio qui. Il nostro spazio è per quelle persone a cui sta venendo tolta la voce, la vita) da utilizzare sui propri profili.

Anna Granata: un gesto simbolico ma concreto

Abbiamo chiesto ad Anna Granata, docente di pedagogia all’Università Bicocca di Milano e convinta sostenitrice dell’iniziativa, di spiegarci il senso di questo gesto.

Ci sono molti modi di scioperare in questo lunedì 22 settembre – ci dice Anna Granata –  Uno tra questi è silenziare completamente i nostri profili social. Il gesto è al contempo simbolico e concreto. Simbolico perché esprime, attraverso il silenziamento di qualsiasi altro contenuto, l’idea che non esista un tema più urgente del fermare il genocidio a Gaza. Concreto, perché come spiega la giornalista palestinese Arwa Mahdawi su Internazionale anche piccoli gesti social condivisi da molte persone possono avere un impatto sui decisori politici: “se i tweet indignati fossero irrilevanti, il governo israeliano non starebbe investendo altri 150 milioni di dollari per influenzare l’opinione pubblica”.

Si tratta, chiarisce ancora Anna Granata, di una iniziativa che è ancora più significativa perché nasce dal basso: da un’insegnante, Elisa Gaggero, e un’educatrice Silvia Martella, che svolgono la loro attività di consulenza prevalentemente sul web, e hanno deciso di far sentire la propria voce e coinvolgere molti altri. L’iniziativa sta ricevendo moltissime adesioni.

Non dobbiamo cedere alla rassegnazione

Il genocidio in corso – ci dice Anna Granata – ci riguarda come educatrici, pedagogiste, insegnanti, oltre che come cittadine. Esprimere il nostro dissenso, non cedere alla rassegnazione, credere di poter fare qualcosa anche in un momento in cui lo sconforto rischia di prevalere, è molto importante per noi e in relazione ai nostri alunni, bambini, adolescenti, assistiti. Di fronte a quanto accade a Gaza, di fronte ai bambini morti, affamati, orfani, privati dell’istruzione e di ogni occasione educativa e ludica, da una strage senza pari, la scuola e il mondo dell’educazione si fermano

21 settembre: giornata mondiale della pace… in tempi di guerra

Oggi – 21 settembre 2025 – si celebra la Giornata Mondiale della pace istituita dall’ONU il 30 novembre 1981 con la risoluzione 36/67 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite .
Ma siamo in tempi di guerra.

Cosa significa, abbiamo chiesto a Anna Granata,  educare alla pace in tempi di guerra?

Questa la sua risposta:  “in tempi di guerra, per essere credibili di fronte ai nostri alunni e studenti, dire pace significa impegnarsi con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione per fermare la guerra. Un insegnante che sciopera in questo lunedì è un insegnante che ha a cuore il futuro di tutti, che si occupa anche di chi vive da un’altra parte del mondo, che non resta fermo a guardare ma agisce, per il bene di tutti e in particolare di più giovani. La scuola è il luogo dove ancora si può proporre un’alternativa di vita. Mentre i supermercati vendono libri per bambini a tema, dimostrando di essere “al passo coi tempi”, la scuola tiene viva un’idea del tutto alternativa di società: inclusiva, rispettosa, pacifica, con una visione di futuro”.

In pratica…

Riportiamo qui anche l’immagine che verrà utilizzata da quanti aderiranno all’iniziativa che permette al variegato mondo dell’educazione (fatto non solo da docenti ma anche da pedagogisti/e, formatori, educatori ed educatrici con diverse e complesse situazioni lavorative e contrattuali) di far sentire la propria voce a partire dalle ore 7 di domani 22 settembre.

E’ possibile comunicare la propria adesione taggando una delle promotrici dell’iniziativa oppure a questo link .

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