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19.10.2026
Aggiornato alle 12:25

Scontri a Milano, l’attesa dei genitori fuori dalla Questura, un padre: “Se ha sbagliato, pagherà”

Fuori dalla Questura di Milano mamme e papà attendono notizie dei figli fermati domenica pomeriggio, durante il secondo “sacco” del centro cittadino, che secondo il racconto di Repubblica sarebbe stato preso di mira da almeno duemila giovanissimi, tra devastazioni e saccheggi.

L’attesa davanti agli uffici

Una ventina di genitori aspetta all’esterno, tra preoccupazione e rabbia, per sapere e capire che cosa abbiano fatto i loro ragazzi, mentre gli agenti chiamano i cognomi dei fermati. Un ventiduenne, uscito alle ore 9:50, racconta che nella cella erano in ventotto, con cibo e bevande ma poche coperte. Dice di essere stato fermato alle 15:30 insieme ad altri tre ragazzi, con un sacchetto di bottiglie di alcol. Tra i giovani rilasciati c’è anche chi, uscendo, commenta con entusiasmo le “quindici ore in Questura”. Fuori l’attesa continua ancora.

Le reazioni dei genitori

Le reazioni sono diverse. Un padre, rivolto al figlio ancora in tuta nera, dice: “Ero contento se ti spaccavano la testa”. Una madre racconta che alle 18 il figlio non era ancora a casa e che le aveva detto di essere in Duomo con un amico, dove “c’era casino”. Parla di “delinquenza vera”, colloca il ragazzo tra chi «si ferma a guardare» e ricorda che quel giorno avrebbe dovuto sostenere un colloquio di lavoro. Da Como arriva il padre di un diciannovenne: “Se ha sbagliato, pagherà”. Aggiunge di essere deluso e di vergognarsi, dopo trent’anni in Italia, di presentarsi in Questura per colpa del figlio, che “si fa coinvolgere dagli amici”. I genitori dicono di non cercare scuse e il padre aggiunge: “Mi spacco la schiena tutto il giorno e poi queste cose”.

Genitori all’oscuro

Il tratto comune, secondo il racconto, è che nessuno sapeva che il figlio fosse in Duomo. Un padre ha saputo del fermo da una telefonata del commissariato alla moglie e ammette di non avere “la più pallida idea” di che cosa abbia combinato il ragazzo, che compie diciotto anni tra una settimana. Una coppia ha capito dove fosse il figlio dalla posizione sul telefono e racconta che alle 5:30 lui ha chiamato per farsi portare il documento: “Non sappiamo niente”. Un altro padre ricorda che il ragazzo gli aveva detto di andare in un luogo vicino a casa, prima che gli amici gli dicessero di andare in Duomo. Un altro ancora, a proposito di ciò che accadrà, si limita a dire: “Se non ha fatto niente lo fanno uscire”.

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