Home Attualità Scrima (Cisl-Scuola): “Non ci sono alternative al taglio del MOF”

Scrima (Cisl-Scuola): “Non ci sono alternative al taglio del MOF”

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  • GUERINI

Dopo aver parlato con d’Errico (Unicobas), Di Meglio (Fgu-Gilda) e Pantaleo (Flc-Cgil) abbiamo posto alcune domande anche a Francesco Scrima, segretario nazionale di Cisl-Scuola. Queste le sue risposte.

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Assunzioni in ruolo. Il Governo ha scritto nel DL 3 che per poter procedere è necessario un contratto fra le parti. Il sospetto è che si voglia estendere il primo “gradone” (ora di 8 anni) a 9 o addirittura a 10. E’ un sospetto fondato?

Francesco Scrima
Non mi interessa rincorrere sospetti, intanto prendo atto che nell’incontro del 28 gennaio al MIUR non è stato fatto alcun accenno a ulteriori interventi sulla struttura retributiva dopo quella concordata nel 2011. Siccome credo che ci si confronti fra persone serie, per me valgono le cose dette in quell’occasione. La Cisl Scuola ha detto chiaro e tondo, quel giorno, che non esistono margini di disponibilità per ritocchi alle anzianità, per noi il passaggio all’ARAN non può che confermare quanto sottoscritto nel 2011, e questa è una posizione che intendiamo tenere con fermezza, l’abbiamo detto con estrema chiarezza e non abbiamo avuto alcuna obiezione da parte dell’Amministrazione. Anche a fronte di una direttiva che punta a riaprire la discussione, per noi non c’è alcuna disponibilità in quella direzione.

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E’ ormai chiaro che, per garantire gli scatti bisognerà decurtare ancora il fondo di istituto.
Voi che ne dite?
Francesco Scrima
Diciamo che questa è purtroppo una strada senza alternative, poichè le risorse che nel 2011 avevamo pattuito di destinare al graduale recupero degli scatti sono state usate per altre finalità. In pratica destinando al fabbisogno di organico ciò che avrebbe dato copertura agli scatti di anzianità. Siamo stati quindi messi nella condizione di dover usare, per dare soluzione al problema, le risorse contrattuali di cui abbiamo la disponibilità. Noi, insieme ad altre sigle, abbiamo scelto di dare priorità agli scatti, come elemento importante della retribuzione fondamentale. Di quella scelta ci siamo assunti con chiarezza la responsabilità, altri si sono limitati a chiedere risorse aggiuntive che nessun governo e nessun parlamento da allora ha mai reso disponibili. Anzi, l’attuale governo ha aggiunto problema a problema, sterilizzando anche il 2013. A fare proclami sono capaci tutti, ma i proclami non risolvono i problemi, e i fatti lo hanno dimostrato tante volte.
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Ma, soprattutto, cosa succederà quando il fondo di istituto sarà ridotto a zero o poco più?

Francesco Scrima
E’ evidente che la strada di un utilizzo di quote del MOF non è percorribile all’infinito, ed è per questo che stiamo denunciando il problema del 2013 chiamando il governo a farsene carico e ad assumersene la responsabilità. Se si continua a coprire la scuola di elogi e di promesse, ma non si compiono concretamente atti conseguenti, i suoi problemi si aggraveranno e diventerà sempre più arduo portarli a soluzione. All’incontro del 28 gennaio sono emersi segnali di interesse ad aprire un tavolo di confronto negoziale, in pratica ad avviare la discussione su un nuovo contratto. Vedremo presto se si tratta ancora una volta di parole o se si aprirà davvero il confronto che stiamo chiedendo da tempo e per il quale siamo pronti. Così come siamo pronti ad ogni iniziativa che si rendesse necessario assumere se non troveremo risposte adeguate, a partire dalle emergenze di questi giorni.
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Tre questioni sul tappeto richiedono quasi certamente interventi di natura legislativa: posizioni economiche ata, fondo unico dei dirigenti, quota 96. Voi siete ottimisti?

Francesco Scrima
Noi siamo determinati nel rivendicare interventi che devono sanare vere e proprie ingiustizie, come quelle delle posizioni economiche e dei dirigenti scolastici. Sulle pensioni, abbiamo assistito a una lunga serie di tentati interventi legislativi, sempre frustrati dall’opposizione del MEF. Abbiamo anche portato la questione all’attenzione della Corte Costituzionale, che si è espressa in modo interlocutorio, e torneremo a investirla del problema nella ricerca di una soluzione che valga per tutti, non solo per qualche ricorrente. Non si tratta di essere ottimisti o pessimisti: si tratta di pretendere che ognuno si assuma le sue responsabilità. Noi siamo abituati ad assumerci le nostre, usando tutti gli spazi che le nostre prerogative ci consentono. Chiediamo a chi esercita il potere legislativo di fare altrettanto.
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In questa fase c’è molta mobilitazione da parte di tutti i sindacati ma manca una azione unitaria. Ci sono le condizioni per mettere nuovamente insieme tutti e 5 i sindacati rappresentativi  del comparto scuola?

Francesco Scrima
L’unità è sempre un valore e un obiettivo a cui tendere, la Cisl non solo è disponibile ma è sempre stata attivamente impegnata a realizzare le condizioni per l’unità. Vorrà pur dire qualcosa se dal 2008 ad oggi le intese più significative, dal recupero degli scatti, al piano triennale di assunzioni del 2011 sono state condivise da quattro sigle sindacali sulle cinque firmatarie del contratto. In questo senso mi sembra che i destinatari della domanda dovrebbero essere altri.