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Scuola: il genitore intercessore

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Nel variegato mondo della Scuola, del quale troppi parlano e pochi hanno conoscenza, è comparsa una nuova figura salvifica: il “Genitore intercessore”. Non poteva nascere, ovviamente, senza l’intercessione del Covid-19, dato che la “Didattica a Distanza (DAD)” ha azzerato la privacy di maestre, professori e presidi. L’esplodere della pandemia e la sospensione delle attività didattiche, il 5 marzo 2020, ha indotto (in buona fede) numerosissimi insegnanti a utilizzare tablet, computer, connessioni, mail e social al fine di attivare in tempi brevissimi una DAD artigianale, fatta in casa senza orario o calendario, con l’unico obiettivo formativo e didattico di seguire le alunne e gli alunni al tempo del lockdown.

Concluso l’anno scolastico, i numeri di telefonini e indirizzi mail in questione sono rimasti impigliati nelle rubriche di studenti e genitori. Alla ripresa della Scuola, nel settembre 2020, le prime difficoltà in italiano o in matematica, in inglese o in musica, hanno titillato l’inventiva di mamme e papà 3.0: perché non rispolverare quei canali di comunicazione “moderni” per intercedere a favore di figlie e figli poco studiosi o poco rispettosi del Regolamento d’Istituto? Ecco allora arrivare, a tutte le ore di tutti i giorni, domeniche e festivi compresi, messaggi, WhatsApp e mail che blandiscono, chiedono, esigono o minacciano la “sventurata” di turno.

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Il repertorio dei “Genitori intercessori” è ampio e policromo. Si parte dall’invito ad ascoltare nuovamente le ragioni del proprio angelico pargolo, che non merita la nota disciplinare attestante il lancio, contro una compagna di classe distante tre banchi, di un oggetto ben identificato dal docente; lo diceva anche Mozart: “Così fan tutte” (e tutti). Si passa alla richiesta di svolgere le lezioni, contemporaneamente, sia in presenza per la classe che in DAD per il proprio figlio, costretto a restare in pigiama perché non riesce più a svegliarsi in tempo per recarsi a scuola. “In cauda venenum”, non può mancare la minaccia di impugnare un’assolutamente “ingiusta” sospensione dalle lezioni, considerato che la figlia dell’ennesimo “Genitore intercessore” ha già perso troppe spiegazioni, a causa della quarantena riconducibile alla partecipazione a una festa di 18° compleanno “mask free”.

Propongo di individuare una data per festeggiare il “Genitore intercessore”, magari decretando un giorno di vacanza nelle Scuole di ogni ordine e grado, e di predisporre ex voto da mettere in vendita on line. Suggerisco alcune tipologie di richieste accolte, “per grazia ricevuta”: Cancellazione di note disciplinari sbagliate; Annullamento di sospensioni dalle lezioni ingiuste; Trasformazione miracolosa di voti insufficienti in promozioni alle classi successive. Che sia giunto il tempo della “Scuola prêt-à-porter”?

Antonio Deiara