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Scuola in movimento e banchi colorati

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“Se sapeste che iattura sono i banchi a rotelle, specie in una scuola media inferiore. I ragazzi li hanno accolti con entusiasmo euforico. Al vederli hanno realizzato subito che è finita la scuola ed è iniziata la giostra. Loro ci hanno messo pochi secondi, a renderli funzionali allo scopo. La Ministra ancora non si rende conto e si vanta di questa prodezza. A nulla sono servite le proteste degli insegnanti avviliti ed esasperati.”.

E’ questo un messaggio captato su WhatsApp in una chat di professionisti impegnati sul sociale e sulle problematiche della famiglia.

La professoressa Angela continua il messaggio allegando la lettera inviata alla Dirigente della scuola media di Gagliano, in provincia di Enna.

Gentile dirigente, preside —–,

In questi giorni nella scuola media di Gagliano è prevista la sostituzione dei banchi degli alunni con quelli inviatici secondo le disposizioni ministeriali per il contrasto al Covid; in qualche classe tale sostituzione è già avvenuta. Noi insegnanti desideriamo manifestare la nostra costernazione e il nostro avvilimento per tale scambio che reputiamo quanto mai svantaggioso, inadeguato, incongruente, in quanto viene a vanificare il lavoro egregiamente svolto dai colleghi che, durante la scorsa estate, l’hanno coadiuvata nel predisporre le misure necessarie ad assicurare una scuola anti-Covid.

Tale lavoro ci aveva permesso finora di lavorare con sufficiente tranquillità e sicurezza. I banchi che adesso ci vengono imposti ribaltano tale situazione. Essi offrono uno spazio così ristretto e un piano d’appoggio così scomodo che renderà oltremodo irrequieti i ragazzini. E già sappiamo in che modo sfogheranno il loro bisogno di movimento: approfitteranno delle ruote facendo saltare così la fissità del posto e il controllo del distanziamento. I ragazzi sono euforicamente entusiasti di tale scambio e la ragione è ovvia: è finita la scuola ed è iniziata la giostra. Ci chiediamo perché mai non sia stato possibile opporre resistenza ad una simile deriva.

Da adesso in poi sarà molto più difficile fare scuola, specie nelle classi numerose.

Con questa comunicazione facciamo appello a lei affinché tale sostituzione non avvenga. La posta in gioco è d’importanza decisiva: si tratta di poter continuare a fare scuola in senso proprio o di impiegare la maggior parte del tempo scuola e delle nostre forze ad affrontare problemi disciplinari. Ci chiediamo quale disposizione di legge potrebbe obbligarci a questo scambio se le misure necessarie per il contrasto al Covid noi le abbiamo già adottate e lo abbiamo fatto con una tempestività impeccabile? Dopo due mesi di scuola serena e ordinata alla fine di Novembre sono arrivati i banchi-giocattolo.

La lettera che non ha necessità di commento, ma è corredata una nota esplicativa:

Come appoggio hanno un piano laterale  a destra ribaltabile e certe attività, come il disegnare, non si possono fare.  Se tengono l’album gli cade la riga a terra, se raccattano la riga gli cade un’altra cosa…”

C’è da chiedersi inoltre: i ragazzi mancini – e sono tanti –  come fanno a scrivere? Occorrerebbero banchi con ribaltina a destra o a sinistra  e differenziarli nelle classi.

 E pensare che da qualche anno avevamo avuto banchi nuovi monoposto, realmente funzionali allo scopo. Eliminati adesso per sostituirli con questi. Quale ne sia la logica è impossibile da comprendere!”

La testimonianza della docente di Gagliano, in provincia di Enna con cento studenti continua raccontando che “circa una settimana dopo che era stata effettuata la sostituzione con le sedie a rotelle (non si possono chiamare propriamente banchi), abbiamo visto arrivare un grandissimo camion che ha scaricato cento banchi di questo modello pre-covid che adesso giacciono in un angolo della scuola. Era evidente che quel camion andasse in giro a scaricarne anche altrove, visto che ne conteneva un ingente numero. Quale ne sia la logica nessuno è in grado di spiegarlo.

C’è anche da chiedersi perché tanto speco? Tanta confusione di numeri, norme, disposizioni?

I banchi monoposto in ottime condizioni che fine faranno?

In alcune scuole sono stati accatastati in un angolo del cortile e la pioggia li ha rovinati, in altre sono stati ammassati in un’aula ed un incendio li ha bruciati.

Non è uno spreco mandarli in rovina o al macero?

In Africa ci sono tanti bambini che scrivono sulle panche e non hanno neanche le aule e noi sprechiamo delle risorse e non sappiamo apprezzare quello che abbiamo.

La ministra Azzolina ha voluto dare un volto nuovo e rinnovato alla scuola, ha dato colore e vivacità alle aule, ma i ragazzi, forse, hanno bisogno di qualcos’altro.

Hanno bisogno d’insegnanti bravi e preparati, capaci di guidarli nella complessità e mutevolezza dei tempi e degli stili di vita e come ha detto recentemente Umberto Galimberti al festival della filosofia, svoltosi a Modena, Carpi e Sassuolo, i docenti “ Dovrebbero essere selezionati con test della personalità per evitare che chi non è  in grado di insegnare e di appassionare i ragazzi rovinino in 40 anni di carriera la vita d’intere generazioni di studenti”.

L’innovazione della scuola oltre ai banchi è orientata alla didattica capace di produrre insegnamenti efficaci ed efficienti che aiutino gli studenti a modificare il modo di pensare, di sentire e di agire.

Questa è la pista innovativa da seguire per una scuola di qualità che cresce ed, espletando un servizio pubblico, risponde ai bisogni di cultura e di formazione degli studenti, collaborando con le famiglie e ricercando “insieme” il vero bene dei figli in vista della realizzazione del personale e originale progetto di vita di ciascuno.

 Il messaggio della professoressa Angela si chiude con la postilla: Il collega addetto alla sicurezza nel nostro istituto, dopo l’introduzione di queste sedie si è dimesso.