Lo sciopero generale di venerdì 3 ottobre, a seguito delle barche della Flotilla abbordate da Israele in acque internazionali, si è trasformato in una diatriba tra sindacati da una parte e Governo italiano dell’altra: la proclamazione dello stop per 24 ore è stato infatti stoppato dall’Autorità di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali per via del mancato preavviso di 10 giorni previsto dalla normativa vigente, la Legge 146 del 1990. La Cgil ha proclamato lo sciopero generale il 1° ottobre, subito dopo avere appreso dell’intervento degli israeliani sulle prime imbarcazioni della missione umanitaria.
La presa di posizione dell’Autorità di Garanzia ha ancora più esposto i rappresentanti del Governo Meloni, già contrari a mobilitazioni ed iniziative di piazza:
Nella scuola, però, va anche detto che c’è uno sciopero proclamato nei tempi previsti, attorno al 20 settembre: è quello di SiCobas, che però è finito anch’esso sotto la lente della commissione di garanzia perché troppo ravvicinato alla protesta del Saese del 10 ottobre.
Da parte del ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, l’avvertimento è stato chiaro: “Se la commissione dirà non si fa così – come poi è andata ndr – farò da ministro dei Trasporti tutto il possibile per garantire che domani l’Italia non scenda nel caos. Se poi qualcuno manifesterà, sciopererà ugualmente, aggredirà, bloccherà, ne pagherà penalmente le conseguenze”.
Il timore di precettazione, con conseguenze di possibili multe, anche centinaia di euro, e anche di avvio di procedimenti disciplinari, per coloro che aderiranno allo sciopero, però non viene minimamente preso in considerazione da parte della Cgil, perché ricorda che il comma 7 dell’articolo 2 della Legge 146/90, dice che “le disposizioni in tema di preavviso minimo e di indicazione della durata non si applicano nei casi di astensione dal lavoro in difesa dell’ordine costituzionale, o di protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori”.
Cosa dovranno fare a questo punto i lavoratori della scuola intenzionati a fare sciopero? In una nota emessa in serata, la Flc-Cgil, l’organizzazione guidata da Gianna Fracassi, ha detto che “la partecipazione del personale di scuola, università, ricerca e Afam, scuole non statali e formazione professionale allo sciopero generale di domani 3 ottobre è perfettamente legittima. Nella stessa giornata infatti è stato indetto da tempo uno sciopero generale da altra organizzazione sindacale (la SiCobas ndr) che impedisce qualunque genere di conseguenza per i lavoratori e le lavoratrici”.
Quindi, la Flc-Cgil annuncia che “l’intervento della Commissione di garanzia degli scioperi sarà oggetto di impugnativa da parte della Cgil e comunque produrrebbe conseguenze solo ed esclusivamente per la nostra organizzazione sindacale”.
Il braccio di ferro tra sindacati e Governo, insomma, ha tutta l’impressione di continuare. Peccato che in mezzo vi siano tanti docenti e Ata indecisi sul da farsi.