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Scuole connesse, sì alla banda ultra larga gratis per 5 anni: per alunni e prof da casa solo un tavolo di lavoro con Agcom

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Mentre una fetta di alunni e studenti non riesce a svolgere la didattica a distanza per il mancato accesso ad internet, arriva un importante accordo che permette la connessione agli istituti scolastici.

Arrivano 200 milioni di euro

“Saranno destinati 200 milioni a favore della connettività per le scuole”, ha fatto sapere il ministero dell’Innovazione, il 26 marzo, spiegando che è stato “trovato l’accordo nel Cobul, il Comitato per la banda ultra larga, di oggi per far sì che le Regioni si attivino per connettere gli Istituti scolastici italiani”.

L’intesa prevede che le Regioni “utilizzando i fondi per i voucher” potranno assicurare “la connettività con banda ultra larga delle scuole, che per cinque anni potranno utilizzare il servizio gratuitamente”.

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Nel momento meno opportuno…

Si tratta di un accordo non di poco conto: ricordiamo, infatti, che la connessione al web è oggi garantita alle scuole attraverso risorse estrapolate ai fondi dell’istituto, in genere non sufficienti, anche perché in larga parte già finalizzati per altri scopi. Oppure, non di rado il canone dell’Adsl o della fibra viene pagato direttamente dai genitori, attraverso il contributo volontario.

Peccato, che arrivi nel momento meno utile: quando le scuole sono chiuse, mentre alunni, docenti e Ata operano da casa.

Per chi opera da casa solo un tavolo di lavoro

Per rispondere invece alle esigenze di queste settimane, anche relative alla didattica da casa per via del Coronavirus, viene creato, spiega ancora il ministero dell’Innovazione, “un tavolo di lavoro con Agcom e gli operatori telefonici, al fine di verificare e supportare il corretto funzionamento della rete in questo momento di emergenza, dove i cittadini lavorano in smart working e gli studenti applicano l’e-learning da remoto”.

La ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, si è detta “a completa disposizione di Agcom per far confluire eventuali proposte o richieste in un tavolo unico”.