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12.10.2026

Silvia Salis da Fazio su studenti stranieri: “Non si risolve la questione sparpagliandoli”

Ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, la sindaca di Genova Silvia Salis è intervenuta sul tema della scuola e dell’integrazione dei bambini di origine straniera, rispondendo alla domanda su come la sinistra dovrebbe affrontare la questione.

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Mediatori linguistici e culturali, non dispersione

Secondo Salis, il tema esiste e non va negato, ma la risposta deve essere quella che ci si aspetta da una Repubblica nel 2026. Il governo, ha precisato, dovrebbe sostenere questi bambini con mediatori linguistici e culturali, e non “sparpagliarli come se fossero un problema di cui liberarsi”. La sindaca ha giudicato “vergognoso il livello della discussione”, ribadendo che lo Stato è chiamato a trovare una soluzione. Per la sindaca, intervenire significa offrire strumenti concreti a chi lavora ogni giorno in classe, senza trasformare l’accoglienza in una questione da scaricare altrove.

Il caso dei cantieri e di Fincantieri

Salis ha respinto con forza l’idea di far percorrere a un bambino di sei anni mezz’ora di autobus per smistarlo in un’altra scuola. Le scuole multietniche, ha ricordato, si trovano vicino ai cantieri perché le famiglie arrivano per sostenere lo sviluppo economico del Paese, “come abbiamo fatto noi italiani per tanti anni in altri Paesi”. Da qui il riferimento a Fincantieri, industria di cui il governo va fiero per i risultati: allo stesso modo, ha affermato, lo Stato deve sostenere la realtà che sorge davanti al cantiere e ospita chi rende possibile quella crescita. Tutto questo processo, ha precisato, deve essere sostenuto dal governo.

Strutture nelle scuole e sostegno ai docenti

Dividere i bambini, secondo la sindaca, non fa che aumentare il loro senso di marginalità. La via indicata è creare strutture all’interno delle scuole pubbliche a supporto degli insegnanti e della loro attività in aula, ringraziati per un impegno che in Italia “non è più soltanto duro, è proprio eroico”. La scuola, ha aggiunto, è “l’ultimo contenitore sociale di tutte le disuguaglianze e di tutte le marginalità”.

Nel corso dell’intervista, Salis ha parlato anche in prima persona: “Lo dico da madre: come si fa a parlare di un bambino come se fosse un problema?”. E ha concluso: “Uno Stato risolve quel problema, non fa diventare il bambino il problema”.

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