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Sindacati scuola scrivono a Prodi per la difesa del sistema nazionale d’istruzione

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I sindacati confederali della scuola scrivono direttamente al Presidente del Consiglio Romano Prodi per protestare contro un protocollo di intesa sottoscritto il 21 dicembre scorso fra Governo e Regione Friuli Venezia Giulia che prevede tra l’altro il progressivo trasferimento delle funzioni in materia di istruzione dallo Stato alla Regione stessa.
L’intesa è piuttosto chiara e si muove nell’ambito di quanto previsto dall’articolo 117 della Costituzione , così come modificato dalla legge costituzionale del 2001.
“Governo e Regione – si legge infatti nel documento – condividono l’opportunità di avviare, nelle forme costituzionalmente previste, il percorso atto a trasferire alla Regione le funzioni in materia di istruzione, nel quadro delle linee emergenti a livello nazionale”
“Il trasferimento – chiarisce ancora l’intesa – avverrà secondo principi di gradualità conformemente alle linee interpretative ed operative che saranno definite in sede di Conferenza unificata, fatte salve le prerogative dello Statuto di specialità”.
Le Segreterie nazionali di Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola ribadiscono invece “la propria contrarietà a qualsiasi ipotesi di regionalizzazione del sistema scolastico del Friuli  e chiedono al Governo una presa di posizione che smentisca eventuali interpretazioni del protocollo sottoscritto in questo senso”.
Anche se non lo dicono chiaramente i sindacati sembrano preoccupati che in Friuli si dia applicazione alla Costituzione anche perché a quel punto l’esempio potrebbe essere seguito anche da altre regioni.
“L’art. 8 dell’intesa – affermano i sindacati – prevede la possibilità di trasferire gradualmente le funzioni in materia d’istruzione dallo Stato alla Regione.
L’ipotesi rappresenta a nostro parere una forzatura delle norme previste in materia di trasferimento delle competenze dello Stato alla Regione e lo smantellamento dell’unicità del sistema nazionale d’istruzione”.
Proprio per questo Cgil, Cisl e Uil chiedono al Governo (e non solo al ministro Giuseppe Fioroni)  “un pronunciamento chiaro che ristabilisca le prerogative dello Stato nell’ambito del sistema nazionale d’istruzione”.