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25.10.2025

Smartphone e social, divieti su divieti ma è veramente quello che serve?

Dino Galuppi

Aumentano sempre più i timori sui rischi della salute mentale degli adolescenti a causa dell’abuso nell’uso dei dispositivi digitali. E con le paure aumentano a valanga i divieti in tutto il mondo dell’uso degli smarthone e dei social soprattutto per i ragazzi più piccoli.

La Danimarca è stata solo una delle ultime nazioni ad imporre divieti sull’uso dei social media per i minori di 15, prima ancora si era mossa la Norvegia e l’Australia che nel 2024 aveva approvato una legge prevede il divieto di iscrizione ai social per i minori di 16 anni anche se le modalità non sono state ancora chiarite.

A questi divieti a livello nazionale hanno fatto seguito anche divieti sull’utilizzo degli smartphone nelle scuole come è successo anche in Italia.

La parola degli esperti

Il divieto in senso generale non è mai un sostituto di educazione, cosi come ha precisato Laura Turuani in un articolo su Corriere.it.

La psicologa e psicoterapeuta ed esperta di adolescenti e di dinamiche familiari addossa la colpa agli adulti. “Se gli adulti per primi non riescono a staccarsi dal telefono, come possono pretendere che lo facciano i ragazzi?» afferma l’esperta.

L’educazione all’utilizzo del cellulare e dei social deve passare anche attraverso la coerenza, e la capacità di dare l’esempio da parte degli adulti. I divieti, da soli, rischiano come spesso accade, di alimentare solo comportamenti opposti.

Altro sbaglio commesso dagli adulti secondo la psicologa è quello di usare lo smartphone come “ciuccio digitale” da piccolissimi, come da «baby sitter» dei bambini mentre poi non puoi imporre i divieti e il controllo una volta che quei bambini diventano adolescenti, tutto questo è altamente incoerente. Manca di fondo una educazione all’autoregolazione che nasce proprio dall’uso nefasto che si consente di fare in età anche pre scolare.

L’effetto negativo dello Scrolling impulsivo

Altro aspetto da non sottovalutare è quello relativo allo scrolling impulsivo.

Con il termine “scrolling” si riferisce all’azione di scorrere verticalmente o orizzontalmente il contenuto di uno schermo su dispositivi come smartphone, tablet, o computer. È una funzione molto comune nell’uso quotidiano di internet, social media, e applicazioni digitali, permettendo di esplorare testi, immagini, video e altri contenuti senza dover cambiare pagina o caricamento.

Nel contesto degli adolescenti e degli smartphone, lo scrolling gioca un ruolo centrale nel modo in cui i giovani interagiscono con i contenuti digitali. I ragazzi trascorrono, infatti, molte ore scrollando feed di social media come Instagram, TikTok e Snapchat, cosa che può favorire sia accesso rapido a informazioni e intrattenimento, ma anche forti rischi come dipendenza, sovraccarico di informazioni e perdita di attenzione

Quindi anche se a scuola ci sono dei limiti imposti, ma quando gli studenti tornano a casa lo scrolling compulsivo non si ferma anzi l’uso di queste piattaforme è particolarmente elevato nelle ore notturne.

Lo scrolling continuo può avere effetti negativi sulla salute mentale, contribuendo ad esempio a sentimenti di insoddisfazione, ansia o depressione, specialmente quando viene associato a confronti sociali o cyberbullismo. Può anche ridurre il tempo dedicato ad attività fisiche e relazioni faccia a faccia, influenzando il benessere complessivo degli adolescenti

Aumenta la consapevolezza dei giovani

Da recenti ricerche i giovani sembra stiano avendo consapevolezza che il loro mondo sarebbe migliore senza social e smarphone (ricerca condotta dal British Standards Institution sulla fascia 16-21). Secondo altre ricerche americane il motivo principale per cui i giovani non sanno stare senza social è per la paura di perdersi qualcosa, quella che viene definita come FOMO, in sostanzase sanno che i loro amici sono sui social media, vogliono esserci anche loro, pur desiderando allo stesso tempo di trovare una via d’uscita.

Un fattore positivo è relativo ad un aumento della consapevolezza degli adolescenti sull’utilizzo di social e dispositivi digitali, sempre più sono quelli che cercano un equilibrio tra vista sociale e smartphone e molto migliorerà secondo la Turuani proprio grazie alla generazione Millennial (quelli nati tra il 1981 e il 1996), in quanto avranno ruolo decisivo nell’educazione dei figli. Essendo “cresciuti con internet e con la tecnologia digitale, sono stati messi alla prova, hanno vissuto il panico, le ansie e le angosce, hanno conosciuto opportunità e rischi, per questo sapranno educare meglio i loro figli al digitale” rispetto alla generazione X (i nati tra il 1965 e il 1980) che invece è stata travolta dalla rivoluzione digitale, e di conseguenza ha commesso errori perché c’era meno conoscenza e meno consapevolezza su queste tematiche.

Alla fine, quindi è una questione di cultura, di conoscenza, di consapevolezza e non solo di regole. Su questi aspetti occorre lavorare anche e insieme alla scuola.

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