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Sospendiamo gli esami di Stato!

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Il Collegio dei docenti dell’IIS Gulli e Pennisi di Acireale, liceo classico e scientifico, intende esprimere attraverso il seguente documento una richiesta al MIUR di sospendere nell’anno in corso le modalità previste per il nuovo esame di stato.

Il mondo della scuola non è contrario “a prescindere” nei riguardi di una riforma, ma ha più volte chiesto di essere partecipe: ciò equivale all’essere ascoltato.

Studenti e docenti sono stanchi dei continui cambiamenti che, come una scure, calano sulla scuola ad ogni cambio di Governo, senza avere realizzato quella che gli addetti ai lavori considerano “una buona riforma”.

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Non si può prescindere da un coinvolgimento di docenti e studenti se si vuole cambiare l’esame di stato e venire incontro ai cambiamenti, alla evoluzione della società, alle modalità nuove  da parte degli studenti di approcciarsi ai saperi, mentre ancora una volta il percorso di riforma è stato “unidirezionale”, calato dall’ alto dal Ministero sulle scuole, ed è per questo che per primi sono i docenti e gli studenti, gli attori del processo formativo, a restare sorpresi dalle novità che li riguardano.

E’ sorprendente scoprire che il senso di un Esame di Stato non è ancora considerato patrimonio comune. Le regole di un esame non servono solo a definire procedure e documenti da compilare, ma esprimono innanzitutto un progetto, un’idea di scuola e di società, insieme ad una precisa volontà politica. Una Riforma va costruita insieme ai protagonisti che vivono ed operano quotidianamente dentro le strutture scolastiche.

Invece, come sempre, la scuola continua a ricevere informazioni a “pillole”, somministrate periodicamente, che hanno come unico effetto il “disorientamento”.

Ancora oggi nessuno ha chiarito quale disegno complessivo stia  guidando la riforma degli Esami di Stato, meno che mai qual è il senso che si vuole dare per quest’anno all’ Esame.

Esame che sembra interessato a valutare lo studente dell’alternanza scuola lavoro piuttosto che lo studente “cittadino responsabile ” capace di  una partecipazione attiva che migliori la vita del proprio Paese e che sappia  discernere e giudicare i fenomeni sociali, politici, culturali.

Il Collegio non reputa giusto che a soli  cinque mesi dalla data degli esami, studenti  e docenti  scoprano le modalità “innovative” della  seconda prova, fino a gennaio ignote, modalità che  non rappresentano una necessità imposta dalla legge.

Noi docenti riteniamo  che le seconde prove degli esami di stato  riservino ai maturandi molte criticità in quanto prevedono una prova multidisciplinare,  latino e greco al  liceo classico e matematica e fisica nel  liceo  scientifico, che presuppone un tempo certamente più lungo di preparazione, attraverso esercitazioni continue e costanti nel tempo,  per  garantire agli studenti un approccio  sereno  ad una “innovazione  metodologica” che implica l’esercizio di una pratica logica e didattica molto più approfondita ed una riorganizzazione del curriculum scolastico.

Il collegio si chiede , infine,  quale sia il senso di un orale in cui ogni candidato “pescherà” il proprio percorso da una “busta” , percorso che prenderà l’avvio dall’alternanza scuola-lavoro e da generiche questioni di cittadinanza e Costituzione, “se trattate nel percorso scolastico dei candidati”. Purtroppo le ore curriculari di storia , all’interno delle quali andrebbero contestualizzate le tematiche di cittadinanza e Costituzione, sono state ridotte dalla riforma Gelmini, fin dalla scuola secondaria di primo grado e in tutto il quinquennio delle scuole superiori di ogni ordine e grado. Riteniamo, pertanto,  che con un monte ore così ridotto, dentro il quale bisogna portare avanti i programmi e fare entrare tutto con grande fatica di docenti e studenti, non solo non si possa  fare in maniera strutturale nessun percorso di cittadinanza e Costituzione, ma che con grande difficoltà si arrivi allo studio della storia del Novecento.

Riteniamo che sarebbe opportuno che il Ministro provvedesse alla restituzione delle ore di lezione “erose ” al monte ore scolastico dalle passate “riforme”  e che conferisse piena cittadinanza, dentro il curriculum scolastico, alla storia ed alla educazione civica a partire dalle  scuole medie fino  al biennio  delle superiori.

Chiediamo, infine, alla luce di quanto rilevato, che le modifiche alla struttura dell’esame , ed in particolare della seconda prova, vengano introdotte solo dopo l’avvio di un vero confronto tra il MIUR, i docenti, gli studenti e gli enti di ricerca della didattica, in modo da riuscire a predisporre in un tempo appropriato una “Riforma” dell’esame di Stato che sia condivisa dagli addetti ai lavori, che possa essere efficace ed adeguata per valutare in modo adeguato i livelli di competenza e conoscenza  degli studenti italiani, in particolare in quelle discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi, sulla base delle Indicazioni nazionali e dei QdR pubblicati con il decreto ministeriale 26 novembre 2018, 769.

 

Il Collegio docenti – IIS Gulli e Pennisi di Acireale