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Sostegno ai disabili, il Governo non ridurrà i posti

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Hanno destato vari tipi di interpretazioni le disposizioni previste nella manovra economica, in via di approvazione, a proposito degli organici relativi al sostegno. A leggere l’ultima bozza del testo della Finanziaria non scorgiamo, tuttavia, particolari novità.
“L’organico dei posti di sostegno – riporta il testo della manovra – è determinato secondo quanto previsto dai commi 413 e 414 dell’art. 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, fermo restando che è possibile istituire posti in deroga allorché si renda necessario per assicurare la piena tutela dell’integrazione scolastica”. Del resto, i componenti del Governo sanno bene che privare del loro diritto, il prof di sostegno, gli studenti che necessitano di supporto didattico, quasi sempre si traduce in una azione legale con lo studente disabile che esce vincente.
Nella Finanziaria si sottolinea, poi, che “l’organico di sostegno è assegnato complessivamente alla scuola o a reti di scuole allo scopo costituite, tenendo conto della previsione del numero di tali alunni in ragione della media di un docente ogni due alunni disabili”. Semmai la vera novità, già segnalata nell’articolo di presentazione della manovra, è quella contenuta nelle righe successive, ovvero che “la scuola provvede ad assicurare la necessaria azione didattica e di integrazione per i singoli alunni disabili, usufruendo tanto dei docenti di sostegno che dei docenti di classe”. Un concetto rafforzato successivamente, quando nello stesso testo si spiega che “nell’ambito delle risorse assegnate per la formazione del personale docente, viene data priorità agli interventi di formazione di tutto il personale docente sulle modalità di integrazione degli alunni disabili”. Il concetto è questo: i posti non si toccano, semmai di deve dare la possibilità a tutto il personale docente di ruolo (anche e soprattutto i sovrannumerari) di accedervi.
Un’altra novità è quella che riguarda la composizione del team  di esperti che decide se un ragazzo ha bisogno o meno del sostegno a scuola: “le commissioni mediche di cui all’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nei casi di valutazione della diagnosi funzionale costitutiva del diritto all’assegnazione del docente di sostegno all’alunno disabile, sono integrate obbligatoriamente – specifica il Governo – con un rappresentante dell’inps, che partecipa a titolo gratuito”. Ed anche quella che prevede che all’alunno disabile possa “essere assegnato in ogni caso non più di un docente e nei limiti dell’orario di servizio contrattualmente previsto per ciascun grado di istruzione”.
Il resto delle indicazioni non sembrano discostarsi di molto dalla’attuale modello organizzativo del sostegno. Come quella relativa al sistema scolastico, che dovrebbe provvedere “esclusivamente ad assicurare l’intervento di natura didattica, restando invece a carico degli altri soggetti istituzionali la fornitura delle risorse professionali e materiali a sostegno di tale funzione e necessarie per l’integrazione e l’assistenza dell’alunno disabile”.
Anche il Miur ha voluto sottolineare che “le interpretazioni di alcuni organi di stampa secondo cui la manovra determinerebbe una riduzione della spesa per gli studenti disabili sono totalmente prive di fondamento.La manovra – continua viale Trastevere – si limita a definire i seguenti aspetti: è confermato, come stabilito dal governo di centrosinistra, il rapporto di un insegnante ogni due studenti disabili. Tuttavia, in caso di bisogno, viene concessa una deroga a questa norma, così come disposto dalla Corte Costituzionale. Si tratta dunque di un provvedimento reso indispensabile dopo la sentenza, che non toglie, ma garantisce nuovi servizi.Più rigore nella certificazione della disabilità da parte delle Asl. Verrà inserito un membro dell’Inps nelle commissioni per la certificazione. In passato si sono definite disabilità in maniera disinvolta e non corretta.
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