Home Disabilità Sostegno, la Lombardia reclama docenti: al Sud sono ancora troppi!

Sostegno, la Lombardia reclama docenti: al Sud sono ancora troppi!

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Le regioni del Nord tornano alla carica per contestare un’assegnazione troppo esigua nei loro confronti di insegnanti di sostegno. Ad alzare la voce, stavolta, è l’assessore all’Economia della Regione Lombardia, Massimo Garavaglia (Lega Nord) che durante la Conferenza Unificata del 12 giugno ha “condiviso in pieno” la presa di posizione della sua collega, l’assessore all’Istruzione della Regione Lombardia, Valentina Aprea, la quale ha espresso, in tal senso, parere negativo a causa della “opacità dei criteri che il Miur utilizza per la definizione delle dotazioni di organico”.

Secondo l’assessore, la ripartizione per il sostegno agli alunni con disabilità del prossimo anno scolastico: “mantiene il calcolo della quota di riparto degli organici sulla serie storica, e solo debolmente sul numero degli allievi iscritti, con la sola disparità territoriale a sfavore delle regioni del Nord ed in particolare della Lombardia”.

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“Nella elaborazione del nuovo organico di diritto degli insegnati di sostegno – si legge nel documento della direzione generale istruzione formazione e lavoro della Regione Lombardia – si mantengono sperequazioni territoriali nonostante il rapporto alunni/insegnanti di sostegno sia basso in quasi tutte le regioni del sud e alto in Lombardia che ha il numero di alunni disabili iscritti più alto d’Italia”.

Garavaglia ha fatto un paio di esempi, a suo dire più che significativi: la Lombardia con 32.885 alunni iscritti (15,87%) ha disponibilità per 13.129 posti di insegnante di sostegno; la Campania con 22.162 alunni iscritti (10,69%) ha una disponibilità di insegnanti di sostegno superiore: 13.593.

“Dunque – ha concluso l’esponente della Lega Nord – si assiste ad una maggiore attribuzione di posti nelle Regioni del sud, malgrado un minor tasso di alunni disabili iscritti (circa 10mila in meno).

Va ricordato, per completezza, che comunque nell’ultimo biennio il numero di cattedre di sostegno, ma anche quello delle immissioni in ruolo, in particolare quelle previste per il prossimo a.s., ha premiato decisamente le regioni del Centro-Nord.