Home Precari Sostegno, la proposta del MiSoS: “Specializzati immessi in ruolo senza selezione”

Sostegno, la proposta del MiSoS: “Specializzati immessi in ruolo senza selezione”

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Chi è specializzato sul sostegno ha affrontato un percorso di formazione e selezione. Selezione in entrata, esami intermedi, laboratori ed esami finali. Perchè devono fare anche il concorso? Perchè non possono entrare in ruolo direttamente?” E’ quello che si domandava Lucia Azzolina, deputata del Movimento Cinque Stelle, lo scorso 6 settembre ospite di Radio Cusano Campus.

Sostegno, stabilizzare direttamente gli specializzati

Dopo qualche giorno, il tema è stata ripreso dalla stessa radio dell’Università Cusano, che però ha visto stavolta ospite Ernesto Ciraci, presidente del Movimento insegnanti specializzati sul sostegno (MiSoS), che ha appoggiato pienamente l’idea della pentastellata.

Per Ciraci, infatti, vista l’emergenza sul sostegno, gli specializzandi e specializzati devono accedere con un colloquio orale non selettivo che li possa immettere in ruolo: “Dopo un anno di selezione e formazione annuale, cosa devono fare ancora questi docenti?”

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“Permettiamo almeno lo spostamento verso le regioni con cattedre in organico di diritto vuote”

Per il Movimento di insegnanti di sostegno sarebbe una proposta sensata per rispondere all’emergenza e dare un giusto valore a chi ha investito nelle formazione. Con i concorsi che stentano sempre a partire, le cattedre vuote, specie al Nord, restano e la continuità didattica resta un vero e proprio miraggio.

“Non si trasformano nemmeno le cattedre in organico di diritto, almeno fate fare scelte in altre regioni che hanno bisogno di docenti di sostegno”, prosegue il presidente MiSoS, che propone nello specifico: “Non abbiamo i posti al centro-Sud per le cattedre di organico di diritto? Bene, facciamo andare questi precari fuori regione dove ci sono le cattedre di diritto. Come la combattiamo l’emergenza sostegno? Siamo stanchi di andare avanti con slogan elettorali”.

Percorso ad hoc per gli idonei del TFA sostegno 2019

Ma la ricetta per combattere le cattedre vuote di sostegno non finiisce. Mancano altri ingredienti: “Abbiamo anche gli idonei dell’ultimo TFA sostegno 2019. Pensiamo ad un percorso ad hoc per loro in modo che possano ottenere la specializzazione in breve tempo e quindi entrare in classe a contatto con gli alunni disabili il prima possibile”, conclude Ernesto Ciraci.

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