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Aggiornato il 06.04.2026
alle 15:44

Specializzazione sostegno: i conti non tornano

Gentile Ministro,
con la presente riteniamo necessario comunicarLe quanto segue.

Il percorso da noi effettuato negli anni scorsi per ottenere la specializzazione sul sostegno è stato lungo (otto mesi), con tanto di prova preselettiva, esame scritto ed orale, tirocinio presso le istituzioni scolastiche, nonché la frequenza in presenza del corso, con altri esami da sostenere. I posti banditi presso le università pubbliche sono stati sempre ben contingentati e le selezioni effettuate con estremo rigore. Ciò ha determinato un grande beneficio per gli alunni diversamente abili che hanno avuto la fortuna di essere seguiti da docenti di spessore e ben preparati.

Con il Suo Ministero sono cambiate tante cose e sono emerse talune criticità. Lei si vanta di avere specializzato migliaia di insegnanti sul sostegno, e questo corrisponde a verità. Quel che non dice, però, è “il come” tanti docenti abbiano ottenuto l’agognata specializzazione, ossia le modalità di selezione e l’effettuazione dei corsi. Ha aperto la porta agli “specializzati all’estero”, ben sapendo che costoro avevano intrapreso una scorciatoia che oggi viene vanificata dai numerosi provvedimenti di esclusione previsti dagli uffici scolastici regionali, adeguatisi alla sentenza del Consiglio di Stato.

Ciononostante li ha inseriti a pettine nelle GPS, consentendo loro di superare in graduatoria i docenti che hanno svolto il percorso ordinario. Non solo: questi docenti, entrando con riserva, hanno percepito lo stipendio, fatta salva la successiva esclusione dalle graduatorie per manifesta illegittimità di quei corsi. Le sembra normale aver pagato docenti inseriti con riserva — e dunque con validità del titolo sospesa — che in seguito sono stati cancellati dalle graduatorie?

Non è bastato tutto questo. Per “salvare” questi docenti ha previsto i percorsi Indire, brevi e semplificati, molto diversi da quelli ordinari delle università pubbliche. Ha inoltre dato la possibilità anche alle università private e telematiche di bandire corsi di specializzazione sul sostegno, ben sapendo che tali percorsi spesso elargiscono titoli dietro lauti pagamenti.

Lei ha continuato ad insistere su questa strada, come se l’istruzione fosse un business, dando la possibilità anche alle università pubbliche di bandire, soprattutto al Sud, tantissimi posti senza alcuna prova preselettiva, con conseguente intasamento delle GPS. Ha inoltre continuato a bandire concorsi (PNRR 1, 2, 3 e concorsi regionali) senza voler considerare che sarebbe bastato immettere in ruolo i docenti già inseriti nelle graduatorie provinciali delle supplenze. Ciò ha sicuramente rimpinguato le casse di questi enti, ma ha determinato uno scadimento della qualità professionale dei docenti e un aumento della precarietà.

Vantarsi di avere specializzato tanti docenti, senza considerare le modalità operative dei corsi, è come dire che una scuola sia di alto profilo soltanto perché da essa escono molti diplomati.

Per questo motivo Le chiediamo di voler quanto meno porre un argine a tale grave ed ingiusta situazione, partendo dall’attribuzione nelle GPS di un punteggio ridotto alla metà per chi ha svolto i percorsi Indire o per chi ha ottenuto la specializzazione presso università telematiche, rispetto a coloro che hanno seguito i percorsi ordinari. E questo non per discriminazione, ma per giustizia.

Non è corretto né etico privilegiare coloro che hanno svolto il servizio civile universale — spesso ragazzi con meno di trent’anni e con pochi punti in graduatoria — che scavalcano docenti con anni di insegnamento alle spalle. Giovani senza esperienza vengono immessi in ruolo senza avere mai insegnato: Le sembra normale?

Si chiede inoltre di voler decretare, nei confronti degli uffici scolastici periferici, una particolare attenzione verso chi dichiara di avere insegnato presso scuole private parificate. Molti docenti, quando non vengono convocati dalle GPS, pur di ottenere i 12 punti di annualità di servizio dichiarano falsamente di averlo svolto, trovando talvolta la complicità di tali istituti. In questi casi sarebbe necessario richiedere l’estratto contributivo al fine di verificare se l’attività di insegnamento sia stata effettivamente realizzata.

Solo in questo modo avrà senso parlare di un Ministero dell’Istruzione e del “Merito”

Coordinamento Specializzati Sostegno Ordinario

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