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Spray urticante a scuola, servono le contromisure

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Il bruttissimo fatto di cronaca della discoteca “La Lanterna” di Corinaldo in provincia di Ancona, dove un adolescente ha spruzzato uno spray al peperoncino causando la morte di cinque ragazzini e di una giovane mamma ci deve invitare tutti ad una profonda e meditata riflessione, senza scadere nella strumentalizzazione.

Purtroppo viviamo in una società senza punti di riferimento e dobbiamo, tuttavia, registrare che l’episodio di Corinaldo ha provocato tentativi di “stupida” emulazione in alcune scuole d’Italia, che hanno visto protagonisti alunni adolescenti spruzzare bombolette spray urticanti che hanno determinato malori agli studenti.

È il momento di utilizzare la mano dura e di fare una altrettanto energica reprimenda, affinchè il fenomeno non diventi una “moda” e, quindi, una quotidiana consuetudine.

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Quali mosse si potrebbero prendere per bloccare, nella scuola, questa deriva? Si potrebbero controllare gli zaini degli alunni prima dell’ingresso a scuola da parte delle Forze dell’ordine insieme a due insegnanti (un uomo e una donna) oppure se gli alunni dovessero, casualmente passare indenni al controllo ed essere “pescati” con una bomboletta spray, occorrerebbe convocare il Consiglio di Classe e con il Dirigente Scolastico procedere ad una sospensione dalle lezioni senza obbligo di frequenza.

Non bisogna sottovalutare minimamente il problema perché questi fatti non possono, in alcun modo, essere considerate delle goliardate o meglio delle “ragazzate”.

Le goliardate sono ben altra cosa; non provocano certamente malori e disgrazie: gli episodi di questi ultimi giorni sì.

 

Mario Bocola

Preparazione concorso ordinario inglese