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Stage, l’Ue alza la voce: troppi giovani sfruttati e non formati

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Tanti giovani tirocinanti sarebbero sottopagati e coinvolti in attività lavorative di scarsa qualità. A denunciarlo è l’Unione Europea, che attraverso un documento perentorio preannuncia la volontà di mettere fine ad una situazione intollerabile. Aggravata, negli ultimi anni, dalla crisi economica. Per l’Ue, l’obiettivo è rendere gli stage davvero formativi e in grado di aumentare le possibilità di trovare un posto di lavoro.
”I tirocini sono essenziali per migliorare le opportunità dei giovani e facilitare il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro: è inaccettabile che oggi alcuni tirocinanti siano sfruttati lavorando gratuitamente o a basso costo”, ha detto il 14 dicembre  il commissario per l’Occupazione e gli affari sociali, Laszlo Andor.
Anche se non ha competenze dirette sul mercato del lavoro, la Commissione europea ha proposto ai Paesi membri di varare una serie di norme comuni per migliorare la qualità degli stage nell’Ue. Il fine è aumentare la trasparenza sulle condizioni del tirocinio, prevedendo ad esempio l’obbligatorietà di un contratto scritto. Il contratto dovrebbe definire chiaramente i contenuti di apprendimento e le condizioni di lavoro, fra cui gli orari, la copertura sociale e la presenza di eventuali indennità.
La pesantezza della situazione ha assunto vesti pubbliche quando lo scorso luglio circa duecento stagisti si erano radunati davanti al Parlamento europeo a Bruxelles per protestare contro le condizioni di praticantato in azienda e chiedere un intervento alle istituzioni Ue. I giovani lamentavano posizioni mal retribuite o con contenuto di basso livello, lavoro gratuito, mancata valorizzazione, ma più di tutto descrivevano l’incertezza del domani.
Inoltre, una recente indagine Eurobarometro ha rivelato che in Europa uno stage su tre è di qualità ”scadente” e che, in molti casi, i tirocinanti sono utilizzati dai datori di lavoro per sostituire veri e propri posti di lavoro.
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