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19.11.2025

Stalker Ponte di Piave arrestato, ha aggredito la troupe de La Vita In Diretta, un parroco, la sindaca: è un docente

Redazione

Alcuni fatti sconvolgenti hanno tolto la quiete di una cittadina veneta, Ponte di Piave, nel trevigiano. Un uomo ha terrorizzato tutti con atti di violenza. Adesso si è scoperto che si tratta di un insegnante di arte, che è stato arrestato. Lo riporta Il Corriere della Sera.

La raffica dei pugni al parroco e le intimidazioni

Prima le dirette Facebook dai toni accesi, poi i bigliettini di insulti lasciati sulle auto, le invettive contro amministratori e professionisti del territorio, fino agli episodi più recenti — aggressioni, petardi, intimidazioni — che hanno gettato Ponte di Piave in uno stato di allarme costante. Prima i messaggi intimidatori, poi i petardi davanti alle abitazioni e infine gli episodi di aggressività e violenza fisica.

L’episodio più grave è avvenuto venerdì scorso, 14 novembre, in parrocchia. “È arrivato alle 16.30, poco prima del catechismo, con i ragazzi già presenti — racconta il parroco — Gli ho chiesto se avesse bisogno di qualcosa e lui ha iniziato a colpirmi. Una raffica di pugni, due sul viso, poi sul corpo. Aveva anche un dispositivo elettrico che ha usato contro di me”.

Il sacerdote è stato costretto alle cure mediche, mentre i bambini assistevano spaventati. La sindaca convive con la paura da un anno. “Ha iniziato con attacchi verbali sui social e biglietti minacciosi — spiega — poi sono arrivati gli atti più gravi”. Come la notte in cui, rientrando a casa, ha visto “una figura appostata davanti al cancello. Quando se n’è andato, ho trovato un petardo acceso pronto a esplodere”. Un secondo episodio è avvenuto la sera successiva: uno scoppio improvviso, poi la scoperta di un altro petardo vicino al contatore del gas.

Lunedì sera, l’aggressione a una giornalista Rai de “La Vita in Diretta“: “Eravamo a Ponte di Piave per andare in onda proprio sulla sua vicenda — racconta — Mi hanno segnalato che stava causando problemi in biblioteca. Quando sono arrivata, i Carabinieri erano già presenti, quindi ero tranquilla. Ma appena mi sono avvicinata con il microfono, ha iniziato a insultarmi, poi mi ha spinto e aggredita”.

“Scusate, non sto bene. Ricoveratemi”

Anche dopo essere stato caricato in auto dai militari che sono intervenuti per evitare il peggio, l’uomo avrebbe tentato di uscire per raggiungerla di nuovo. Da mesi i Carabinieri monitorano la situazione. Il problema è che gli episodi precedenti — pur gravi — non superavano la soglia che avrebbe permesso un trattamento sanitario obbligatorio o altre misure restrittive.

Di fatto, il paese è rimasto per mesi prigioniero di una spirale di paura senza la possibilità di un intervento immediato. La svolta però è arrivata dopo l’aggressione alla giornalista. Nel momento in cui i Carabinieri lo stavano portando via, l’uomo ha chiesto di essere portato in psichiatria, dove è stato ricoverato. “Scusate, non sto bene. Ricoveratemi”.

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