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01.10.2026

Stipendi dei docenti: con aumento della benzina e inflazione galoppante il problema si fa serio e servono soluzioni urgenti

Il prezzo della benzina alle stelle, bollette energentiche, ovvero luce e gas, rincarate del 37,3% rispetto il trimestre precedente, l’inflazione che sale del 4,2% su base annua con un balzo notevole rispetto ad agosto dove l’inflazione si era fermata al 3%, comporta per le tasche di docenti e ata una pesante perdita del potere d’acquisto dei loro stipendi. Il modesto aumento degli stipendi dei docenti, ricevuto con il rinnovo del CCNL scuola 2025-2027, è di fatto già stato totalmente riassorbito dall’inflazione e dagli aumenti generalizzati anche dei beni alimentari essenziali.

Aumenti degli stipendi dei docenti

Come possiamo vedere gli aumenti lordi delle retribuzioni mensili dei docenti sono riassunti nelle tabelle sottostanti.Al momento un docente laureato titolare alla scuola secondaria di II grado con oltre 35 anni di servizio riconosciuti in progressione di carriera, riceve un aumento di circa 83 euro netti, mentre una docente dell’infanzia nella prima classe stipendiale, riceve un aumento pari a 51 euro netti.

La perdita del potere d’acquisto, denuncia la CGIL, in riferimento agli stipendi dei docenti è pari al 9,2% nel periodo dal 2016 al 2025, ma adesso che l’nflazione è ancora salita del 4,2% su base annua dal 2025 al 2026, la perdita del potere d’acquisto degli stipendi degli insegnanti ha sicuramente superato il 10% e si attesta un’altra volta su 2 cifre.

Preoccupato per l’inadeguatezza delle risorse finanziarie per l’aumento degli stipendi degli insegnanti, soprattutto rispetto l’impennata dell’inflazione degli ultimi giorni, è il Coordinatore Nazionale della Gilda degli insegnanti, Vito Carlo Castellana.

È proprio il Coordinatore Nazionale della Gilda, in riferimento alla grave situazione dell’inflazione galoppante, che auspica delle risposte serie e definitive nella legge di bilancio 2027 per considerare il fatto di trovare le opportune risorse economiche per adeguare gli stipendi dei docenti non solo a livelli europei, ma anche adeguarli ai pari livello della Pubblica Amministrazione.

Renzi propone una quattordicesima

Alla presentazione del saggio scritto da Matteo Renzi “Quando c’era Lei -L’italia dopo Giorgia Meloni” presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” a Milano, lo stesso leader di Italia Viva, ha affontato il tema del potere d’acquisto dei lavoratori pubblici e dei professionisti della sicurezza e dell’assistenza. Secondo Renzi, il divario tra il costo della vita e i salari percepiti non rappresenta soltanto una criticità per i bilanci familiari, ma costituisce un vero e proprio vulnus per la funzione sociale che queste figure rivestono ogni giorno. Proprio in tema di inflazione galoppante e di aumento generalizzato dei prezzi propone l’introduzione di una quattordicesima mensilità dedicata specificamente a chi, come gli insegnanti delle scuole pubbliche italiane, è in prima linea per formare ed educare le nuove generazioni con stipendi inadeguati soprattutto se confrontati con quelli dei docenti degli altri Paesi europei.

Sulla proposta del Senatore Matteo Renzi abbiamo chiesto al sindacalista della Gilda degli Insegnanti Castellana cosa ne pensa e così ci ha risposto:” Sarebbe auspicabile e buona cosa, peccato solo che quando Renzi è stato a Palazzo Chigi, non l’abbia già attuata”.

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