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01.10.2026
Aggiornato alle 13:12

Aumento stipendi docenti, alunni stranieri e altro: Valditara risponde al Question Time al Senato – DIRETTA ore 15,00

Si terranno oggi, giovedì 1° ottobre al Senato, interrogazioni a risposta immediata al Ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara. La diretta inizierà alle ore 15,00.

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Le interrogazioni avranno come oggetto le seguenti tematiche.

Interrogazione sull’adozione di interventi per garantire un’equa retribuzione agli insegnanti

(Paita, Renzi, Sbrollini, Borghi Enrico, Fregolent, Furlan, Musolino, Scalfarotto)

Gli ultimi dati dell’ISTAT certificano come il potere d’acquisto reale sia diminuito del 8,8 per cento dal 2021; insegnanti, forze dell’ordine e operatori sanitari rappresentano l’asse portante del sistema di tutela sociale: rafforzare il riconoscimento della collettività alle attività svolte dai lavoratori di detti comparti significa investire nel futuro, nella crescita e nel benessere del sistema nazionale nel suo complesso; i recenti interventi adottati sul piano delle retribuzioni dei docenti appaiono, secondo gli interroganti, del tutto insufficienti rispetto all’impegno e al ruolo che essi svolgono per la formazione e lo sviluppo del capitale umano del Paese, da sempre motivo di vanto a livello globale; riconoscere anche sul piano del trattamento economico la dignità dell’insegnamento rappresenta una misura obbligata per ricollocare la scuola e l’istruzione, e dunque il futuro, al centro delle priorità del Paese, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda introdurre una ulteriore mensilità retributiva (cosiddetta quattordicesima) per gli insegnanti e il corpo docente, al fine di riconoscere economicamente il fondamentale ruolo che rivestono all’interno della società e per il futuro del Paese.

Interventi per garantire un’effettiva integrazione degli alunni di origine straniera

(De Cristofaro)

Secondo quanto riportato ampiamente dalla stampa, una bozza di decreto-legge in materia di scuola, non ancora pubblicato, conterrebbe una disposizione volta a introdurre, dall’anno scolastico 2027/2028, un limite del 30 per cento, nelle classi prime, per determinate categorie di alunni con cittadinanza non italiana, prevedendo, qualora le iscrizioni non consentano di rispettarlo, la loro distribuzione tra istituzioni scolastiche limitrofe da parte degli uffici scolastici territoriali; tale ipotesi, che ha suscitato un ampio dibattito pubblico, solleva rilevanti interrogativi sulle possibili conseguenze nei territori a maggiore presenza di popolazione di origine straniera, nei quali la soglia potrebbe essere superata contemporaneamente da più istituti, con il rischio di determinare l’allontanamento degli alunni dalla scuola di prossimità, difficoltà organizzative ed economiche per le famiglie e nuove forme di separazione e segregazione scolastica; considerato che, a parere dell’interrogante: ricondurre la complessità dell’integrazione a una soglia numerica non tiene adeguatamente conto della realtà della scuola italiana: secondo i dati del Ministero dell’istruzione e del merito, 588.986 alunni con cittadinanza non italiana sono nati in Italia, pari al 67,5 per cento del totale; la cittadinanza non può dunque essere considerata, di per sé, un indicatore di difficoltà linguistica o di mancata integrazione; sarebbe pertanto necessario intervenire sui bisogni educativi effettivi, rafforzando l’italiano L2, la mediazione linguistico-culturale, gli organici e riducendo il numero degli alunni per classe nelle realtà maggiormente interessate; il decreto prevede inoltre, in presenza di persistenti barriere linguistiche che ostacolino la collaborazione tra scuola e famiglia, la frequenza gratuita da parte dei genitori di corsi di italiano fino almeno al livello A2, prevedendo sanzioni in caso di mancata partecipazione; ritenuto che tale obbligo presuppone che il sistema pubblico, e in particolare i CPIA (centri provinciali per l’istruzione degli adulti), disponga di personale, sedi e risorse sufficienti a garantire un’offerta realmente gratuita, capillare e accessibile, evitando che l’insufficienza dell’offerta pubblica comporti oneri per le famiglie o il ricorso al mercato privato, si chiede di sapere con quali modalità e risorse il Ministro in indirizzo intenda garantire l’applicazione del limite del 30 per cento senza allontanare gli alunni dalla scuola di prossimità o determinare nuove forme di separazione e come intenda assicurare, attraverso un adeguato potenziamento dei CPIA, l’effettiva disponibilità gratuita dei corsi di italiano imposti ai genitori, evitando che tale obbligo si traduca in costi per le famiglie o nel ricorso a soggetti privati.

Sulle recenti proteste all’interno di istituti scolastici riferite ai prospettati provvedimenti di limitazione degli alunni stranieri per ciascuna classe

(Floridia Barbara, Pirondini, Aloisio)

Il 24 settembre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge recante, tra l’altro, misure finalizzate alla promozione dell’integrazione degli studenti stranieri nell’ambito scolastico; il provvedimento prevedrebbe, a decorrere dall’anno scolastico 2027/2028, nuovi criteri per la formazione delle classi prime, stabilendo, in particolare, nella scuola primaria, un limite del 30 per cento per gli alunni con cittadinanza non italiana che non siano nati in Italia o non abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia e, nella scuola secondaria di primo e secondo grado, per gli studenti con cittadinanza non italiana che non abbiano frequentato con esito positivo per almeno 3 anni il sistema nazionale di istruzione; nei giorni immediatamente successivi all’approvazione del decreto, in diversi istituti scolastici italiani, studenti, genitori e altre componenti delle comunità scolastiche hanno promosso iniziative di sensibilizzazione e manifestato la propria contrarietà alle nuove disposizioni; in particolare, lo scorso 25 settembre 2026, davanti ad alcuni istituti scolastici di Genova si sono svolte iniziative con volantinaggi e striscioni e, all’ingresso della scuola primaria “G. Daneo”, è stato esposto uno striscione recante la scritta “Qui nessun* è stranier*”, realizzato dai bambini dell’istituto, rimosso da alcuni agenti subito dopo l’affissione; iniziative analoghe, attraverso l’esposizione di striscioni e cartelli, hanno interessato anche altri istituti italiani, assumendo i caratteri di una mobilitazione che coinvolge le diverse componenti delle comunità scolastiche; considerato che: l’esposizione di striscioni, cartelli e altri messaggi costituisce una modalità ricorrente attraverso la quale studenti, famiglie e personale scolastico manifestano istanze e sensibilità su questioni attinenti alla scuola e al dibattito pubblico; la scuola costituisce un luogo fondamentale di formazione alla cittadinanza e alla partecipazione democratica, nel quale il pluralismo e la libertà di espressione assumono una particolare rilevanza; le misure previste dal decreto inciderebbero direttamente sulla formazione delle classi e, qualora il limite stabilito non potesse essere rispettato in ragione del numero delle iscrizioni, prevederebbero l’adozione di alternative organizzative finalizzate a una distribuzione equilibrata degli alunni tra istituzioni scolastiche limitrofe; la concreta attuazione di tali disposizioni renderebbe pertanto particolarmente rilevante il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche, delle famiglie e delle altre componenti delle comunità educanti, anche al fine di garantire il pieno rispetto del diritto allo studio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle iniziative richiamate e, più in generale, della diffusione in diversi istituti scolastici di striscioni e altre forme di manifestazione del pensiero in relazione al provvedimento in materia di composizione delle classi; quali iniziative intenda adottare al fine di assicurare, nel rispetto dell’autonomia scolastica e del regolare svolgimento delle attività didattiche, che nelle istituzioni scolastiche siano garantiti il pluralismo, la libertà di espressione e la partecipazione delle diverse componenti della comunità scolastica.

Interrogazione sulla garanzia dell’integrazione degli alunni stranieri e del diritto alla libera espressione del dissenso in ambito scolastico

(Basso, D’elia, Boccia, Crisanti, Rando, Verducci)

La mattina del 25 settembre 2026, presso la scuola primaria “Daneo” di Genova, è stato rimosso dalla cancellata dell’istituto uno striscione recante la frase “Qui nessun* è stranier*”, realizzato dagli alunni e affisso dai loro genitori in occasione dell’arrivo presso la scuola della “fiaccola della pace”, nell’ambito di un’iniziativa dedicata ai temi della pace, del rispetto, dell’inclusione e dei diritti umani; secondo quanto riferito dalla Questura di Genova, intorno alle ore 8.30, personale della Polizia di Stato, impiegato in un ordinario servizio di controllo del territorio e in abiti civili, è intervenuto presso la scuola e ha rimosso lo striscione; secondo quanto riportato dal quotidiano “Avvenire” del 26 settembre, “Francesca Pastore, avvocata e presidente dell’associazione dei genitori degli studenti della Daneo, racconta che, quando gli agenti hanno tirato giù il lenzuolo, è stato chiesto loro di mostrare il distintivo e di spiegare le ragioni dell’intervento. ‘Non abbiamo ricevuto alcuna spiegazione’, riferisce. I genitori descrivono inoltre come bruschi i modi dell’intervento e sostengono che alcuni bambini siano rimasti spaventati”; la Questura ha successivamente comunicato di avere avviato “immediati accertamenti interni sulle ragioni dell’intervento”; considerato che: su questo episodio, a giudizio degli interroganti disdicevole e lesivo del ruolo di educazione e inclusione che la scuola è chiamata a svolgere, il ministro Valditara è intervenuto con un post su “Facebook” in cui ha scritto “Le polemiche sollevate dalla sinistra in merito al decreto-legge approvato dal Governo dimostrano una grave immaturità politica di chi non vuole affrontare il dibattito in modo costruttivo e pacato, partendo dalla onesta considerazione dei dati della realtà. Anziché discutere sulla applicazione di queste misure di buon senso, persino oggettivamente ‘progressiste’, politici, sindacalisti, giornalisti e intellettuali di opposizione si sono scatenati in una ridda di insulti. Si è arrivati persino alla strumentalizzazione di bambini costretti a scrivere striscioni antigovernativi in stile woke“; secondo quanto riportato dal quotidiano on line “GenovaQuotidiana” del 28 settembre, il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha, a giudizio degli interroganti incredibilmente, definito l’accaduto un “misunderstanding“; considerato che: il 28 settembre, centinaia di persone si sono radunate in piazza della Meridiana, davanti alla scuola Daneo, per protestare contro quanto accaduto con cartelli recanti la scritta “La scuola che esclude è incostituzionale”; a organizzare il presidio sono stati genitori e insegnanti. Francesca Pastore ha rivendicato il valore educativo dell’inclusione e ha ricordato che la manifestazione si è svolta mentre gli alunni erano in classe con le loro maestre e i loro maestri, rispondendo così alle accuse di strumentalizzazione dei bambini avanzate dal Ministro; la presidente dell’associazione ha ricordato come “La presenza di persone che vengono da Paesi diversi è una ricchezza, non rallenta l’apprendimento” e ha descritto le attività che la scuola promuove da anni per favorire la partecipazione delle famiglie: colazioni e merende condivise, uscite didattiche e raccolte di materiale scolastico; al presidio ha aderito anche l’ordine degli psicologi della Liguria, che ha chiesto di valutare le scelte riguardanti infanzia e adolescenza sulla base delle loro conseguenze concrete sui più giovani, nel rispetto del diritto all’istruzione e del principio di uguaglianza sanciti dalla Costituzione; in segno di solidarietà con la Daneo, in altre scuole genovesi sono comparsi manifesti con la stessa frase “Qui nessuno è straniero”; premesso inoltre che: si ricorda che l’articolo 34 della Costituzione recita “La scuola è aperta a tutti”; minimizzare quanto accaduto si rivela un maldestro tentativo di porre rimedio ai fatti, dimenticando il ruolo che la scuola è chiamata a svolgere e che, come ricordato dal Presidente della Repubblica nel discorso alla cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 2026/2027 tenuto ad Amatrice, “La scuola è la leva più efficace di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia figli di emigrati”, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga ingiustificabile quanto accaduto e quali iniziative intenda adottare al fine di garantire il diritto allo studio di tutte le bambine e di tutti i bambini, il dovere della scuola di educare ed includere, assicurando la convivenza e il rispetto reciproci, nonché l’integrazione di chi viene da altri Paesi e dei giovani nati in Italia figli di emigrati; quali iniziative intenda altresì adottare al fine di garantire nelle scuole un clima sereno e il rispetto della libera espressione nel riconoscimento dell’autonomia scolastica.

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