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Aggiornato il 22.10.2025
alle 16:53

Stipendi docenti, 413 euro al mese in più entro il 2027: tre anni di Governo Meloni, la previsione complessiva

413 euro al mese in più entro il 2027: questa la previsione contenuta a pagina 58 del documento pubblicato sul sito del Governo oggi, 22 ottobre, a tre anni dall‘insediamento ufficiale dell’esecutivo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Si tratta di una cifra che dovrebbe contenere la somma degli aumenti previsti dai contratti nazionali docenti chiusi in questi anni: da quello siglato nel 2022 (la parte economica del CCNL 2019/2021) a quello che dovrebbe chiudersi tra poco (il 2022-2024), fino al prossimo (2025/2027).

Cosa è cambiato per la scuola?

Cosa è cambiato per il mondo della scuola da allora? L’anno scorso lo stesso dicastero di Viale Trastevere ha riassunto le varie azioni in un documento che le ha illustrate in dieci punti. Eccoli:

  1. Introduzione dei Tutor e Orientatori. Il Ministero ha introdotto, nell’ambito del PNRR, le figure del docente tutor e orientatore. Queste nuove professionalità aiutano a personalizzare la didattica e orientano gli studenti nelle scelte di studio e lavoro, contrastando la dispersione scolastica.
  2. Riforma della Formazione Tecnico-Professionale e Made in Italy. È stata istituita la filiera del 4+2, che consente agli studenti di accedere direttamente agli ITS Academy o al mercato del lavoro con un titolo professionale. Inoltre, è stato creato il Liceo Made in Italy, che valorizza le eccellenze italiane e rafforza i legami tra istruzione e imprenditoria.
  3. Aumenti per il Personale e Ripartenza dei Concorsi. Il rinnovo del contratto del personale scolastico ha portato a un incremento degli stipendi medi, con nuove procedure di reclutamento per docenti e dirigenti. Il governo ha anche promosso un piano di welfare con agevolazioni per i dipendenti scolastici.
  4. Educazione Civica e Divieto di Cellulari. Sono state emanate nuove linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica e si è imposto il divieto dell’uso dei cellulari durante le lezioni. Il piano mira a rafforzare la responsabilità degli studenti e il rispetto delle regole.
  5. Inclusione e Contrasto alla Dispersione Scolastica. Sono stati avviati interventi per supportare alunni con disabilità e studenti stranieri, migliorare l’inclusione e contrastare l’abbandono scolastico. Iniziative come il “Piano Estate” hanno coinvolto milioni di studenti in attività estive formative.
  6. Ripristino del Voto in Condotta. Il voto in condotta torna a pesare sulla media e può determinare la bocciatura. Inoltre, per i comportamenti scorretti, sono previste sanzioni pecuniarie e obblighi di attività solidali durante le sospensioni scolastiche.
  7. Sostegno alle Scuole Paritarie. Le scuole paritarie sono state riconosciute come scuole pubbliche a tutti gli effetti, con accesso ai fondi del PNRR. È stata anche rafforzata la vigilanza contro i cosiddetti “diplomifici”, con misure volte a garantire legalità e trasparenza.
  8. Piano Mattei e Collaborazioni Internazionali. Il governo ha rafforzato i legami educativi e formativi con Paesi come Etiopia, Egitto e Tunisia, nell’ambito del Piano Mattei, promuovendo l’insegnamento della lingua italiana e la cooperazione tecnica.
  9. Semplificazioni Amministrative. Sono stati introdotti numerosi interventi per semplificare i processi scolastici, inclusa una piattaforma unica per famiglie e studenti, l’integrazione con SPID e CIE, e strumenti digitali per migliorare la gestione delle scuole.
  10. Attuazione del PNRR per la Scuola. Sono stati rispettati i target del PNRR, con investimenti su asili nido, nuove scuole, mense, palestre e ITS Academy. Circa il 31% delle risorse è stato già speso, garantendo un forte impatto infrastrutturale e formativo.

Le novità più recenti riguardano le Nuove Indicazioni Nazionali del Primo Ciclo, la riforma della Maturità (con la bocciatura in caso di scena muta all’orale), le linee guida sull’Intelligenza Artificiale.

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