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Stipendio e tredicesima accreditati nel giorno in cui i docenti no vax vedranno sospesa la retribuzione

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Mentre anche Eurydice ci conferma che gli stipendi dei docenti italiani sono tra i più bassi d’Europa e gli insegnanti, ancora caldi dello sciopero del 10 dicembre, attendono il rinnovo del contratto nazionale, ecco che arriva, sotto Natale, accreditato nei conti correnti del personale scolastico di ruolo, uno stipendio anticipato, arricchito dalla tredicesima.

Ricordiamo infatti che mentre, di norma, le remunerazioni mensili del personale scolastico vengono effettuate attorno al 23 di ogni mese, nel caso del mese di dicembre, per supportare gli italiani in vista delle spese natalizie, la giornata fortunata precede la scadenza solita.

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Quest’anno il fatidico giorno pre-natalizio in cui il Ministero ha accredito stipendi e tredicesime, per ironia della sorte, è giorno 15, la data che segna l’avvio dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico, provvedimento che per i no vax più ostinati significherà sospensione di ogni emolumento.

A quanto ammonta la tredicesima?

Ricordiamo che la retribuzione di un docente è fatta da stipendio tabellare, indennità integrativa speciale, retribuzione professionale dei docenti e indennità di vacanza contrattuale. Queste somme fanno lo stipendio generale. Quanto alle cifre lorde della tredicesima, se teniamo conto dello stipendio tabellare e degli altri elementi, quali l’indennità speciale della funzione, in tal caso la tredicesima lorda è all’incirca equivalente allo stipendio. Saranno poi le cifre nette a determinare uno stipendio più elevato della tredicesima.

Rinnovo CCNL scuola nel 2022

Per tornare sulla questione contrattuale, a febbraio o marzo 2022 forse potremmo assistere al rinnovo del contratto, sempre che si trovino le risorse per finanziare l’accordo con le parti sindacali, attualmente non del tutto in sintonia tra loro. Nel frattempo, oltre al CCNL 2016-2018 anche il CCNL 2019-2021 sarà scaduto, tanto che si dovrà iniziare a riflettere sul CCNL scuola 2022-2024. Una partita non solo economica, ma anche giuridica: per esempio si dovrà normare lo svolgimento della formazione obbligatoria in servizio degli insegnanti; e rivisitare la materia del vincolo, che andrebbe riportata in contrattazione, come da sempre è la questione mobilità.

Il rapporto Eurydice

Come abbiamo anticipato, gli introiti annui dei docenti italiani si aggirano tra i 22.000 e 29.000 euro, gli stessi di Francia, Portogallo e Malta. Molto di più si ottiene in Belgio, Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Austria, Finlandia, Svezia, Islanda e Norvegia, dove la remunerazione media viaggia tra i 30.000 e 49.000 euro all’anno; in Germania, Svezia e Danimarca si va oltre i 50.000 euro annui