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Stranieri, serve sforzo intercultura: sempre di più e concentrati al Nord

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Gli alunni stranieri iscritti nelle scuole italiane provengono da nazioni sempre più diversificate e si concentrano nei capoluoghi del Centro-Nord Italia: dati inequivocabili che dimostrano quanto risulti sempre più urgente l’applicazione di un modello di scuola interculturale. Il concetto è stato ribadito anche dai responsabili del Ministero della Pubblica istruzione, in occasione della presentazione del progetto “La via italiana alla scuola interculturale”: uno studio che partendo dai dati numerici vuole indicare le soluzioni da adottare per una convivenza il possibile proficua tra gli alunni di culture diverse.

Da un punto dei vista quantitativo emerge la conferma di un aumento esponenziale: in dieci anni si è passati da una percentuale di stranieri iscritti nelle nostre scuole dello 0,8% al 5,6%: da poco più di 70 mila a poco più di mezzo milione (per l’esattezza 501.494). In pratica gli alunni non italiani sono aumentati di sette volte.
Ma è probabilmente la loro distribuzione a destare più sorprese: al pari di quanto accaduto per la popolazione straniera in generale, su 100 alunni non italiani 90 frequentano le scuole del Centro-Nord e solo 10 quelle del Mezzogiorno; in particolare, in 888 istituzioni scolastiche si supera il 20% di presenze di alunni stranieri, in 89 si supera il 40%. La maggior parte di queste è concentrata nelle regioni del Nord. Tra le province con il maggior numero di scuole con significativa concentrazione di ragazzi stranieri ci sono quelle di Milano, Torino, Bolzano, Roma e Brescia.
Per meglio governare questo andamento di iscrizioni, l’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e l’educazione interculturale, attivato da viale Trastevere da alcuni mesi, ha messo a punto il progetto “La via italiana alla scuola interculturale”. Presentata il 23 ottobre a Roma durante il convegno internazionale ‘Scuola e immigrazione: strategie e misure a confronto”, l’iniziativa ministeriale si ispira a quattro i principi: universalismo, scuola comune, centralità della persona, intercultura. .
“Il nostro impegno si caratterizza tramite le competenze degli insegnanti, la creatività delle autonomie scolastiche e la collaborazione con gli Enti locali”, ha spiegato il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni che ha aperto la due giorni di dibattito. E tra la “serie di azioni per integrare meglio gli stranieri”, da attuare proprio nelle aree a maggior concentrazione di alunni non italiani, Fioroni ha sottolineato la necessità un piano nazionale di formazione dei dirigenti scolastici per “promuovere la loro capacità di rapportarsi con la complessità sociale del territorio e costruire patti e intese tra scuole ed Enti locali”.
Il Ministro ha poi annunciato l’introduzione di lingua e cultura romena nelle scuole dove c’è una forte presenza di ragazzi di quel Paese (per quest’anno Piemonte, Lazio, Veneto); la stipula di accordi tra reti di scuole, Enti locali, associazioni del territorio, anche di genitori, per una equilibrata distribuzione di allievi stranieri, in particolare i neo arrivati, tra le diverse scuole che gravitano nello stesso territorio; un piano per dotare le scuole di docenti dedicati in maniera continuativa e flessibile all’insegnamento dell’italiano come seconda lingua, soprattutto per gli alunni di recente immigrazione. In questo caso già sarebbero pronti 700 insegnanti, formati dal ministero negli ultimi anni.
Tutte le misure annunciate saranno finanziate da un investimento pari 40-50 milioni di euro: il budget sarà reperito in Finanziaria, nei fondi europei e nel contratto di categoria firmato da poco. “Nelle nostre idee la scuola deve garantire pari opportunità a tutti ed evitare apprendimenti separati”, ha concluso Fioroni, per il quale “intercultura vuol dire promuovere il dialogo, il confronto e l’approfondimento reciproco tra gli alunni, che è un investimento per costruire la pace, rendere il mondo più sicuro e prevenire ogni intolleranza”.
Sono ormai sempre maggiori le diversità delle cittadinanze presenti nelle scuole : 216 delle 888 istituzioni scolastiche sono frequentate da alunni provenienti da oltre 20 nazioni diverse. Se si considera inoltre che a livello generale, nelle scuole italiane, sono presenti 192 nazioni su 194 (mancano solo Lesotho e Vanuatu) sono evidenti le conseguenze dovute alla molteplicità di lingue, culture ed abitudini. Le nazioni maggiormente rappresentate sono l’Albania (15,5%), la Romania (13,6%) ed il Marocco (13,5%). Da questi tre Paesi proviene il 42,6% di tutti gli stranieri.
 
 
LE 10 CITTADINANZE PIU’ RAPPRESENTATE NELLE AULE ITALIANE
 
 
Totale
Distribuzione %
Incremento % rispetto al 2005/06
ALBANIA
77.846
15,5%
12,2
ROMANIA
68.381
13,6%
29,5%
MAROCCO
67.820
13,5%
14,00%
CINA
24.361
4,9%
9,9%
JUGOSLAVIA(SERBIA-MONTENEGRO)
15.954
3,2
14,00%
ECUADOR
15.870
3,2%
15,2%
TUNISIA
13.346
2,7%
13,8%
PERU’
12.662
2,5%
14,4%
FILIPPINE
12.597
2,5%
12,8%
MACEDONIA
12.459
2,5%
14,8%