Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara continua a parlare di studenti stranieri: oggi, 23 settembre, ha annunciato, nel corso della conferenza stampa di presentazione del pacchetto di norme della Lega, che la nuova regola sul tetto agli studenti stranieri per classe sarà introdotta con un decreto legge, forse presentato già domani, 24 settembre, in Consiglio dei Ministri.
Ecco cosa ha detto all’Ansa: “Riguarderà da quest’anno i nuovi arrivi, ma sia chiaro, non disarticoliamo le classi”.
Valditara ha anche chiarito che “non c’è nessuno scontro del Quirinale” dopo le parole della premier Giorgia Meloni sulle circolari firmate da Mattarella quando era ministro. “La nostra iniziativa, come ha detto molto bene anche il presidente della Repubblica ad Amatrice, va nella direzione dell’integrazione. Noi vogliamo che i ragazzi stranieri che non parlano adeguatamente alla nostra lingua possano non essere ghettizzati”, ha detto il ministro.
“Noi strutturiamo l’intervento con la legge. Diamo dei poteri agli uffici scolastici provinciali per la distribuzione nelle scuole di vicinato e diamo anche la possibilità con un finanziamento di oltre 14 milioni, laddove non sia possibile distribuire questi ragazzi, di un potenziamento personalizzato dei ragazzi della lingua italiana di questi ragazzi”.
“Sarà un decreto legge perché occorre intervenire subito” ha dichiarato Valditara, come riportato da Repubblica, precisando che la norma “riguarderà da quest’anno i nuovi arrivi, ma sia chiaro, non disarticoliamo le classi”. Il ministro ha poi ribadito la natura della misura: “Il criterio è puramente linguistico. Chi dice il contrario mente sapendo di mentire”, sottolineando la centralità della lingua come strumento di integrazione e l’obiettivo di evitare, con le sue parole, “le condizioni Alabama anni ’50 con classi ghetto”.
Valditara ha respinto le critiche ricevute sul provvedimento: “Su questa vicenda si è fatta tanta strumentalizzazione, sono state usate parole improprie che in un paese civile avrei voluto non sentire come razzismo e suprematismo. Sono state strumentalizzate le parole di Mattarella e Zuppi. Anche noi vogliamo integrazione e ho sentito dire ‘no alle classi ghetto’. Mattarella ha detto una cosa che anche noi diciamo con questo provvedimento”. Ha infine respinto gli accostamenti con le posizioni del generale Vannacci: “Non inseguiamo Vannacci, semmai è lui che insegue noi”.