Registrati
23.09.2026
Aggiornato alle 11:13

Studentessa dodicenne risponde a Meloni: “Non voglio prendere il posto di nessuno. Solo stare al mio banco accanto ai miei compagni”

Durante l’evento Fenix, organizzato a Roma da Gioventù Nazionale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato una serie di provvedimenti sulla scuola, tra cui un tetto massimo di studenti stranieri per classe, l’obbligo per i genitori di alunni con gravi difficoltà di inserimento di imparare l’italiano e il divieto di burqa e niqab negli istituti. Dal palco, Meloni ha dichiarato: “Non esiste che in una classe italiana siano bambini italiani a sentirsi in un angolo perché sono diventati la minoranza”.

La risposta di Lina

A quelle parole ha risposto Lina, 12 anni, torinese di origini marocchine che frequenta la seconda media, in un video pubblicato su Instagram dal padre, l’attivista Brahim Baya, e diventato virale con quasi un milione e mezzo di visualizzazioni. “Presidentessa Meloni, io non voglio prendere il posto di nessuno. Voglio stare al mio banco accanto ai miei compagni” esordisce la ragazzina, replicando poi direttamente alla premier: “Nessuno deve sentirsi in un angolo, ma nessuno davvero: neanche chi è appena arrivato, neanche chi ha un cognome straniero”.

L’esperienza in classe

Nel video, Lina racconta la propria quotidianità scolastica, tra compagni di origini diverse, storie, lingue e religioni differenti, e un nuovo arrivato che parla solo francese e sta imparando l’italiano: “Mentre lui impara la nostra lingua, anche noi possiamo imparare da lui. Per me questa è una delle cose belle della scuola e della multiculturalità”. La ragazzina riconosce però anche le difficoltà, ricordando chi rimane indietro o si sente solo, e chiedendo più risorse: “Servono i professori che abbiano il tempo di aiutarci”.

La proposta

Rivolgendosi direttamente a Meloni sul tetto agli studenti stranieri, Lina chiede: “Come si decide chi è di troppo? Perché dietro quel numero c’è qualcuno che ha già degli amici, qualcuno che magari finalmente ha smesso di sentirsi solo”. E conclude con un invito al dialogo: “Presidentessa, venga ad ascoltarci. Ascolti anche i nostri professori, ci chieda di che cosa abbiamo bisogno… Io non voglio prendere il posto di nessuno. Vorrei che a scuola ci fosse posto per tutti”.

Alunni stranieri in classe, il tetto del 30% è una soluzione per garantire la corretta integrazione a scuola? PARTECIPA AL SONDAGGIO

Il video

Le dichiarazioni integrali

“Presidentessa Meloni, io non voglio prendere il posto di nessuno, voglio stare al mio banco accanto ai miei compagni. Ciao, mi chiamo Lina, ho 12 anni e frequento la seconda media a Torino. Ho sentito le sue parole sui bambini italiani che non devono sentirsi in un angolo perché sono diventati la minoranza. Sono d’accordo che nessuno debba sentirsi in un angolo, ma nessuno davvero. Nemmeno un bambino appena arrivato. Nemmeno chi ha un cognome straniero come me, nemmeno chi sta ancora imparando l’italiano. Nella mia classe ci sono ragazzi con origini diverse. Io li chiamo compagni. So che abbiamo storie diverse, a volte anche lingue e religioni diverse, ma quando penso a loro penso ai loro nomi, penso a come sono e penso a quello che facciamo insieme”.

“Da poco è arrivato un nuovo compagno, parla solo francese e sta imparando l’italiano. Io e gli altri cerchiamo di aiutarlo, ma non è sempre facile capirci; almeno ci proviamo. E mentre lui impara la nostra lingua, anche noi possiamo imparare da lui. Per me questa è una delle cose belle della scuola e della multiculturalità. Poi ci sono le difficoltà: chi non capisce una spiegazione, chi rimane indietro e chi si sente solo. Non voglio dire che basti diventare amici per risolvere tutto: servono i professori che abbiano il tempo di aiutarci”.

“Ho letto che nelle scuole italiane circa 12 alunni su 100 non hanno la cittadinanza italiana e molti sono nati proprio qui. Li chiamiamo stranieri, ma sono cresciuti in Italia, proprio come tutti noi. E se non hanno la cittadinanza è perché le leggi che voi potete cambiare non li riconoscono come italiani. Questo non significa che ogni classe sia uguale. Lei vuole mettere un limite agli alunni stranieri per classe. Io vorrei capire una cosa: come si decide chi è di troppo? Perché dietro quel numero c’è qualcuno che ha già degli amici, qualcuno che magari finalmente ha smesso di sentirsi solo”.

“Io non voglio che il mio compagno mi guardi e pensi che gli sto togliendo qualcosa. E non voglio guardare così lui. Possiamo litigare? Certo. E lo facciamo, ma vorrei che fosse per qualcosa che abbiamo fatto, non per il paese da cui vengono i nostri genitori”.

“Presidentessa, venga ad ascoltarci. Ascolti anche i nostri professori, ci chieda di che cosa abbiamo bisogno. Quando parlate di noi, il giorno dopo noi entriamo in classe, ci sediamo l’uno accanto all’altro. Vorrei che le vostre parole ci aiutassero a stare bene insieme. Io non voglio prendere il posto di nessuno. Vorrei che a scuola ci fosse posto per tutti“.

LEGGI ANCHE: Burqa vietato a scuola. Ma quante alunne indossano il velo integrale? In tutta Italia meno di 500, una ogni 660 classi! I DATI

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate