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Studente 18enne morto durante il Pcto: proposto un minuto di silenzio in tutte le scuole

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Uno studente di 18 anni durante le ore formative di Pcto ha perso la vita dopo essere stato travolto da una putrella all’interno di un’azienda meccanica che produce bilance stradali. Una notizia che nessuno avrebbe mai voluto leggere.

Ad intervenire sull’accaduto è anche l’associazione genitori scuole cattoliche. In un comunicato stampa si legge: “Come genitori e come associazione A.Ge.S.C. siamo vicini alla famiglia di Lorenzo e al CFP con la preghiera. Proponiamo ad una settimana di distanza e quindi venerdì 28 gennaio 2022, un minuto di silenzio in tutte le scuole superiori ed i CFP di Italia per riflettere su quanto avvenuto e per dare testimonianza di vicinanza alla famiglia”.

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Il ministro: è inaccettabile

Sulla morte del 18enne è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, esprimendo “profondo dolore” per un “incidente inaccettabile, come inaccettabile è ogni morte sul lavoro. Il tirocinio deve essere una esperienza di vita. Esprimo il mio più profondo cordoglio e la vicinanza alla famiglia”.

Le proteste degli studenti: una piaga

Però l’Unione degli Studenti pretende “una risposta pronta da parte del ministro Bianchi”, e “l’introduzione di uno statuto delle studentesse e degli studenti in PCTO, che tuteli i reali obiettivi formativi”.

L’associazione studentesca “da anni invoca la necessità di corsi di sicurezza sul lavoro e la sicurezza a scuola, che è una piaga del nostro paese, nello scorso anno 1.404 persone sono morte sul lavoro”.

Un gruppo di precari e disoccupati ha manifestato davanti alla sede degli industriali di Firenze: ‘Lorenzo uno di noi, Confindustria sporca di sangue’ hanno scritto i manifestanti su striscioni e cartelli.

Fratoianni: “Fallimento alternanza scuola-lavoro, chiudere le esperienze”

Ad intervenire, anche il il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni che ha dichiarato: “Quello che è successo è un fallimento di tutti noi e di tutto il sistema: sono le parole, assolutamente condivisibili, usate ieri sera in  tv da Enrico Letta parlando della tragedia dello studente ucciso su un posto di lavoro in Friuli. Ma se è così, ora mi aspetto che il ministro dell’istruzione tenga conto della posizione del segretario del suo partito, e sull’alternanza scuola-lavoro il ministero metta le parole The End”.

E continua: “Chiudere con le esperienze di alternanza scuola-lavoro che in questi anni sono state fallimentari sarebbe il modo migliore – prosegue il vicepresidente della commissione cultura di Montecitorio –  per rendere omaggio a quel ragazzo e dare una risposta seria al bisogno di una scuola diversa.” Purtroppo ho come l’impressione che rimarremo delusi, dato che per questo governo  evidentemente l’unica risposta che conosce è affrontare come un problema di ordine pubblico, reagire in modo sproporzionato  e dare qualche manganellata in testa a dei ragazzini.”