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19.01.2026

Studente accoltellato a La Spezia, don Patriciello: “Ben vengano i metal detector a scuola, ma non sono sufficienti”

Don Maurizio Patriciello promuove l’uso dei metal detector davanti alle scuole, ma avverte: da soli non bastano. Dopo l’omicidio del 18enne Youssef Abanoud a La Spezia, il sacerdote noto per il suo impegno anticamorra è intervenuto sull’iniziativa del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che propone controlli agli ingressi degli edifici scolastici per impedire l’introduzione di armi.

Le parole del sacerdote anticamorra

“Ben vengano tutte le iniziative utili a impedire l’introduzione delle armi nelle scuole. Per cui sì all’iniziativa del ministro Valditara di utilizzare i metal detector per i controlli davanti agli edifici scolastici, anche se da sola la misura non è sufficiente”, ha detto Patriciello all’Ansa. Il tema è stato al centro anche dell’omelia pronunciata oggi nella parrocchia del Parco Verde a Caivano.

L’importanza della testimonianza degli adulti

“Ormai”, spiega don Maurizio all’Ansa, “abbiamo perso la pace anche a scuola, neanche lì i ragazzi possono stare tranquilli. Ecco perché va bene il metal detector. Tuttavia da sole queste iniziative non bastano e finiscono per lasciare il tempo che trovano se non sono accompagnate dall’esempio e dalla testimonianza degli adulti, a partire dalla famiglia e poi le istituzioni, la Chiesa, le società sportive”.

Le parole del papà e i sentimenti dell’aggressore

Il sacerdote ha poi ricordato l’intervista al padre del 19enne autore dell’omicidio. “Ho sentito l’intervista al papà dell’assassino 19enne”, prosegue Don Patriciello, “e mi sono messo nei suoi panni, poverino, vive coi suoi figli una situazione disagiata. Quel giovane ha detto che voleva vedere cosa si prova a uccidere una persona, e mi chiedo sentimenti così negativi da dove arrivino”.

“No a droghe, bestemmie e violenza verbale”

Secondo Patriciello, i controlli possono aiutare a “sentirsi tranquilli”, ma la vera prevenzione passa dagli adulti. “Ci vogliono gli adulti”, ripete. “Nell’omelia ho spiegato che non basta che un papà che fuma dica al figlio che fumare fa male, non deve fumare se vuole dare un esempio. E così pure per le droghe, le bestemmie, la violenza verbale. Solo con la testimonianza possiamo surrogare le parole”. “Ci sono tanti modelli negativi in giro ai quali dobbiamo fare da contraltare ponendo dei modelli positivi“, conclude Don Patriciello. “A partire da noi adulti”.

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