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Aggiornato il 22.01.2026
alle 11:22

Studente accoltellato, “omicidio di matrice islamica”: lo sostiene il deputato Rossano Sasso (Lega) anche se le indagini sono ancora in corso

Reginaldo Palermo

Mentre la Procura della Repubblica sta ancora indagando sul terribile evento di La Spezia per decidere con precisione quale reato vada contestato all’aggressore (non è ancora chiaro se ci sia l’aggravante della premeditazione), il deputato della Lege Rossano Sasso sta già proponendo la sua versione dei fatti e parla senza mezzi termini di “matrice islamica”.

“Secondo quanto dichiarato da una educatrice [e qui Sasso fa nome e cognome] l’assassino mostrava da tempo segnali di squilibrio e di radicalismo islamico, soprattutto dopo la strage del 7 ottobre da parte di Hamas. Citava versetti di Allah e monopolizzava la classe. Odiava gli ebrei ma anche i ragazzi di altre religioni e il ragazzo ucciso, di origini egiziane, era un cristiano copta”.

Continua Sasso: “L’assassino islamico aveva anche lanciato un segnale inequivocabile pochi giorni prima dell’omicidio, stando ad alcune testimonianze avrebbe detto ‘voglio capire cosa si prova ad uccidere una persona, qual è la pena in Italia?’ Va smontata dunque la narrazione dei futili motivi, della gelosia per una foto, per non parlare poi di chi ha già iniziato a difendere l’assassino, dicendo che la colpa di tutto questo sarebbe la mancanza di educazione affettiva e sessuale a scuola!”

Il deputato leghista chiarisce che bisogna certamente attendere che ispettori ministeriali e Magistratura facciano chiarezza su ogni aspetto, ma non si sottrae ad un giudizio politico: “È un omicidio di matrice islamica, l’ennesimo compiuto da chi abbiamo accolto e sostenuto pagandogli scuola e assistenza sanitaria. Abbiamo un esercito di magrebini armati di coltelli che imperversa da Nord a Sud. Non basta vietare i coltelli, bisogna vietare … chi li usa i coltelli. Non servono pannicelli caldi dinanzi all’islamizzazione della nostra società. Basta porgere l’altra guancia nei confronti della cultura del coltello”.

E poi una conclusione secca ma inequivocabile: “L’unica educazione ammissibile per questi soggetti è quella di insegnare loro a mettere le mani sopra la testa e salire le scalette dell’aereo che li riporterà a casa: serve una legge sulla remigrazione. 

I flussi migratori possono essere modificati, anziché dall’Africa verso l’Italia, dall’Italia verso l’Africa. Dunque, remigrazione. Ma sul tema purtroppo in molti balbettano”. 

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