Mentre la Procura della Repubblica sta ancora indagando sul terribile evento di La Spezia per decidere con precisione quale reato vada contestato all’aggressore (non è ancora chiaro se ci sia l’aggravante della premeditazione), il deputato della Lege Rossano Sasso sta già proponendo la sua versione dei fatti e parla senza mezzi termini di “matrice islamica”.
“Secondo quanto dichiarato da una educatrice [e qui Sasso fa nome e cognome] l’assassino mostrava da tempo segnali di squilibrio e di radicalismo islamico, soprattutto dopo la strage del 7 ottobre da parte di Hamas. Citava versetti di Allah e monopolizzava la classe. Odiava gli ebrei ma anche i ragazzi di altre religioni e il ragazzo ucciso, di origini egiziane, era un cristiano copta”.
Continua Sasso: “L’assassino islamico aveva anche lanciato un segnale inequivocabile pochi giorni prima dell’omicidio, stando ad alcune testimonianze avrebbe detto ‘voglio capire cosa si prova ad uccidere una persona, qual è la pena in Italia?’ Va smontata dunque la narrazione dei futili motivi, della gelosia per una foto, per non parlare poi di chi ha già iniziato a difendere l’assassino, dicendo che la colpa di tutto questo sarebbe la mancanza di educazione affettiva e sessuale a scuola!”
Il deputato leghista chiarisce che bisogna certamente attendere che ispettori ministeriali e Magistratura facciano chiarezza su ogni aspetto, ma non si sottrae ad un giudizio politico: “È un omicidio di matrice islamica, l’ennesimo compiuto da chi abbiamo accolto e sostenuto pagandogli scuola e assistenza sanitaria. Abbiamo un esercito di magrebini armati di coltelli che imperversa da Nord a Sud. Non basta vietare i coltelli, bisogna vietare … chi li usa i coltelli. Non servono pannicelli caldi dinanzi all’islamizzazione della nostra società. Basta porgere l’altra guancia nei confronti della cultura del coltello”.
E poi una conclusione secca ma inequivocabile: “L’unica educazione ammissibile per questi soggetti è quella di insegnare loro a mettere le mani sopra la testa e salire le scalette dell’aereo che li riporterà a casa: serve una legge sulla remigrazione.
I flussi migratori possono essere modificati, anziché dall’Africa verso l’Italia, dall’Italia verso l’Africa. Dunque, remigrazione. Ma sul tema purtroppo in molti balbettano”.