“Per favorire il più efficace raccordo delle iniziative volte a prevenire ogni forma di illegalità presso gli istituti scolastici, i sigg. Prefetti, d’intesa con i Dirigenti scolastici regionali, convocheranno apposite sedute del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, quale luogo di analisi e sintesi delle coordinate generali dell’attività di vigilanza e controllo, secondo un indirizzo unitario che tenga conto delle priorità emerse e delle esigenze rappresentate”: è questo uno dei passaggi (forse il più significativo) di una direttiva congiunta firmata dai ministri dell’Interno (Piantedosi) e dell’Istruzione (Valditara) per cercare di contenere gli episodi di violenza nelle scuole.
“Riguardo ai controlli di sicurezza – si legge ancora nella direttiva – tenuto conto della delicatezza del tema e della necessità di un approccio quanto mai prudente ed equilibrato, in sede di Comitato potrà valutarsi per gli istituti scolastici che presentino profili di criticità – come nel caso di comportamenti violenti all’esterno degli stessi, spaccio di stupefacenti, segnalati e reiterati atti di bullismo –, secondo un livello di intervento crescente, la loro temporanea inclusione nei Piani di controllo coordinato del territorio e l’attivazione Il Ministro dell’Istruzione Il Ministro dell’Interno e del Merito di controlli mirati”.
“Nelle situazioni più gravi – prosegue il documento – previe intese e su richiesta dei Dirigenti scolastici interessati, nel rispetto della normativa vigente e dei diritti fondamentali delle persone, potrà essere disposto l’impiego di strumenti di controllo agli accessi degli edifici, incluso il ricorso a dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici, qualora ritenuto necessario per prevenire il possesso o l’introduzione di armi”.
Sembra che l’ipotesi iniziale di cui si era parlato all’indomani dei fatti di La Spezia (un decreto urgente o l’inserimento di una apposita norma in una legge in discussione in Parlamento in questi giorni) sia sta accantonata in quanto gli Uffici della Presidenza della Repubblica non si erano mostrati particolarmente entusiasti.
E così alla fine sì è deciso per una direttiva congiunta indirizzata a Prefetti, Direttori regionali, ai Comandanti generali delle Forze dell’Ordine e all’ANCI ma non ai dirigenti scolastici che, ovviamente, potranno esserne informati per il tramite degli uffici regionali.