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Aggiornato il 18.01.2026
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Studenti a scuola col coltello, mettiamo i metal detector negli istituti più a rischio: l’annuncio di Valditara

“Ho sentito in queste ore la preside ed era molto scossa. Quello che noi possiamo e dobbiamo fare, a mio avviso, in quelle scuole, diciamo, di maggior rischio, dove vi sono delle problematiche, è consentire al preside di installare, magari d’intesa con il prefetto, dei metal detector“. A dirlo è stato il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, durante “4 di Sera Weekend“, andato in onda sabato 17 gennaio su Retequattro. Parole a commento del fendente mortale che uno studente di un istituto superiore di La Spezia ha sferrato ad un suo compagno di scuola, sembra per via di una ragazza “contesa”, ma anche di altri casi tra cui quello dell’accoltellamento di uno studente di 17 anni fuori un liceo artistico di Sora, vicino Frosinone. Il provvedimento, a questo punto, potrebbe essere presto (entro fine gennaio) discusso e approvato – come disegno di legge – direttamente in Consiglio dei ministri.

In precedenza, il ministro dell’Istruzione aveva fatto intendere che qualcosa del genere era allo studio del Governo: “Noi vogliamo introdurre delle norme che colpiscono chi usa la violenza, che difendono i cittadini dalle aggressioni dei violenti e che ristabiliscono dei principi basilari in una società”. Occorre “impedire radicalmente che i giovani usino le armi”, ha ribadito.

Quindi, Valditara ha invitato “la sinistra ad abbandonare questi 50 anni di vecchi pregiudizi per cui è tutto repressione. Quindi il divieto è repressione, la sanzione è repressione. Abbiamo sentito dire per tanti anni ‘vietato vietare’. Il no era demonizzato, i doveri venivano marginalizzati”: per questo, ci ritroviamo in “una società che ci ha abituato a coltivare soltanto diritti”.

E ancora: il titolare del Mim ha detto che occorre “insistere molto sulla responsabilità, sulla maturità, su una scuola che ti aiuti ad affrontare i problemi, una scuola che ripristini il senso dell’autorità, il rispetto verso l’autorità, un altro dei valori che sono stati devastati negli ultimi 50 anni. Se noi non facciamo una vera e propria rivoluzione culturale rischiamo che il coltello non si porti più a scuola, ma comunque si porti altrove”, ha concluso Valditara.

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