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Aggiornato il 02.09.2025
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Studenti con lo smartphone in classe? Tutti li condannano, ma i docenti non potranno ritirargli il telefono (solo sanzionare uso illecito): Giannelli spiega tutto

Cosa accadrà all’inizio di quest’anno se gli alunni dovessero entrare a scuola con il telefono cellulare tenuto tra le mani? Il personale scolastico potrà solo invitarli a riporre lo smartphone nello zaino, perché le scuole non hanno alcuna autorità per ritirare il telefono cellulare dei loro alunni. A sostenerlo è Antonello Giannelli, presidente nazionale dell’Associazione nazionale presidi, specificando anche che a seguito della nota ministeriale n. 5274 dell’11 luglio 2024 e della Circolare n. 3392 del 16 giugno scorso, che ne estende lo stop alle superiori, le scuole sono tenute ad inserire nei propri regolamenti il divieto di utilizzare il cellulare in classe, in modo che costituisca “infrazione disciplinare”.

“A volte sento parlare di ritiro dei cellulari, della loro consegna all’ingresso delle scuole – ha detto Giannelli all’Adnkronos -: ma sono tutte cose assolutamente irrealistiche, che non possono essere attuate in questo modo. Gli istituti non sono dotati di personale, ambienti, spazi per fare cose del genere”.

“Semplicemente si farà quello che già molte scuole hanno fatto anche prima che lo scrivesse il ministro: cioè vietare l’utilizzo del cellulare, che in classe non si può utilizzare, perché distrae”.

Il presidente del più grande sindacato dei dirigenti scolastici italiani tiene quindi a sottolineare che “c’è chi ha fatto polemiche sul divieto di utilizzo anche a fini didattici dello smartphone: ma a fini didattici non lo usa nessuno. È stato usato durante il Covid, durante il lockdown, ovviamente. Ma dopo il lockdown, dopo il Covid abbiamo avuto il Pnrr, le scuole hanno avuto molti fondi e si sono dotate di grandi dotazioni tecnologiche: notebook, tablet, computer e quant’altro. Quindi, dal punto di vista delle attrezzature digitali, hanno tutto quello che serve per l’insegnamento”.

Ne consegue, continua Giannelli, che “l’ipotesi di installare armadi o box per contenere i cellulari degli studenti in ogni istituto, “è assolutamente irrealistica. Gli armadietti costano e nelle scuole non ce ne sono. Pochissime scuole in Italia ne hanno: gli armadietti esistono nelle scuole americane, noi li vediamo in televisione, ma nelle scuole italiane tutto questo non esiste. Se volessimo questo in assoluto servirebbero i soldi, ma soprattutto servirebbero spazi. E molto spesso le nostre scuole non hanno spazi adeguati”.

La polemica, quindi, sull’opportunità di inserire cellulari e smartphone degli studenti dentro apposite “scatole” chiudibili viene definita dal numero uno dell’Anp “un po’ superflua”, se non altro “perché tutti gli studenti tengono gli zaini nell’aula e quindi, insieme ai libri di testo, merendine e l’occorrente, ci metteremo anche lo smartphone”.

Certamente, conclude Giannelli, “ogni scuola dovrà inserire nei propri regolamenti il divieto di utilizzare il cellulare in classe, in modo che costituisca infrazione disciplinare perché altrimenti gli istituti, dotati di una loro autonomia, non potranno sanzionare l’illecito uso del telefono. Anche se molte scuole, anche prima del provvedimento ministeriale, questo divieto lo avevano già inserito“.
Anche se non si tratta di una novità assoluta, va però anche detto che il divieto d’uso (non di portare) del cellulare in classe sembra piacere a tre quarti degli italiani: da una indagine flash su “Il sistema scolastico italiano. Strumenti di ascolto e di indagine sull’opinione pubblica e sulle famiglie con figli inseriti nel sistema scolastico”, realizzata da Swg, Kpmg e ministero dell’Istruzione, risulta che il 76% degli intervistati è totalmente d’accordo o d’accordo sullo stop dello smartphone nelle scuole secondarie, soprattutto tra genitori e over 55.

Dallo studio risulta che gli italiani, non solo i genitori, ma anche chi non ha figli e anche i più giovani, reputano giusto vietare l’utilizzo dei cellulari in classe, così come vorrebbero una legge che limitasse l’accesso ai social a chi ha perlomeno compiuto 15 anni.

Una posizione netta, quasi plebiscitaria che raccoglie oltre 3 italiani su 4, che è più forte tra gli over 55, ma è sostenuta ampiamente anche dai giovani fino ai 34 anni. Numerosi i pericoli associati all’utilizzo del cellulare senza controllo, da parte di un adolescente: in primis l’esposizione ai pericoli esterni (relazioni con persone sconosciute, condivisioni di informazioni personali, cyberbullismo, pornografia), ma anche il rischio di sviluppare delle dipendenze e di cadere in forme di isolamento sociale. Paradossalmente, i pericoli meno indicati sono quelli legati alle prestazioni scolastiche.

Ma l’ostilità dei cittadini per l’utilizzo degli smartphone in classe non è solo italiana: il 31 agosto Le Figaro ha pubblicato i dati di un ampio sondaggio secondo cui il 94,2% dei cittadini francesi si è dichiarato favorevole a estendere anche alle scuole superiori il divieto di utilizzo dei telefoni cellulari, misura già in vigore nei collèges.

Il risultato plebiscitario – che conferma l’opposizione netta dell’opinione pubblica francese rispetto alla fruizione da parte degli studenti del telefono cellulare in ambiente scolastico – è emerso a seguito della consultazione di ben 13.808 votanti.

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