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12.09.2025

Studenti, docenti e ricercatori in prima linea contro riarmo e genocidio a Gaza, parte la campagna “La conoscenza non marcia”: le scuole s’attivino

Introdurre “misure normative volte a fermare il processo di militarizzazione della scuola e delle università e di complicità con il genocidio del popolo palestinese“. È l’obiettivo della campagna “La conoscenza non marcia” che verrà lanciata sabato 13 settembre dalla facoltà di ingegneria della Sapienza di Roma, nel corso di un’assemblea a cui aderiranno organizzazioni di studenti, docenti e ricercatori appartenenti al mondo dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

“La campagna – hanno spiegato gli organizzatori – si concentra sulla richiesta e sulla elaborazione di una legge di iniziativa popolare, che parta dal basso e coinvolga l’intera società civile, in grado di premere sui governi per fermare la corsa al riarmo, il processo di militarizzazione dell’istruzione e della società, la pericolosa diffusione della cultura della difesa attraverso la minaccia militare e la guerra, le collaborazioni tra i luoghi della ricerca e della conoscenza con la filiera industriale bellica, e le collaborazioni tra Università e Israele”.    

“Si è creato un circuito molto largo – spiega Leonardo di Cambiare Rotta – questo fa sì che la campagna possa essere nazionale e che in tutte le scuole si porti poi la proposta di legge da scrivere ancora”.

Richieste con istituti scolastici coinvolti giungono anche da altri contesti. Il sindaco di Benevento Clemente Mastella, ad esempio, si è rivolto al dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Sebastiano Pesce e ai dirigenti scolastici della città: “Il primo giorno di scuola facciamo un minuto di silenzio in nome della pace“, ha detto il noto ex parlamentare.

“Il primo suono della campanella – si legge nella lettera inviata da Mastella ai presidi – segna, ogni anno, uno spartiacque tra il tempo del riposo che si conclude e quello dell’impegno che s’impone come dovere alle giovani generazioni che educate, formate e istruite rendendo così un alto, prezioso servizio alla società. Il diritto all’istruzione che la Costituzione repubblicana segnala come intangibile e insostituibile per il progresso umano, è purtroppo negato in molte Paesi del mondo, ed è una delle vittime dei tanti conflitti cui attoniti assistiamo”.

“Il pericolo del baratro che il presidente Sergio Mattarella ha segnalato – continua Mastella – lascia sgomenti sì, ma a nessuno è concessa l’opzione dell’indifferenza che sarebbe un’ abdicazione al dovere di lanciare un messaggio, sia pure simbolico: un messaggio di pace“.
“Per tutte le vittime dei conflitti, per i ragazzi di Gaza, Donestk, Naypyidaw, Khartum, per citare solo alcuni dei luoghi simbolo di questa crudele spirale di violenza, vi invito ad osservare un minuto di silenzio prima dell’inizio delle lezioni che daranno avvio al nuovo anno: ‘I nostri atti quotidiani – conclude il sindaco campano – devono sempre rafforzare la nostra umanità’ (Nelson Mandela)”.

A chiedere interventi nella direzione della pace sono anche gli studenti: l’11 settembre, a Roma gli studenti dell’Unione degli Studenti hanno organizzato un presidio di contestazione davanti al Ministero dell’Istruzione e del Merito per chiedere una presa di posizione al ministro Valditara rispetto agli ultimi attacchi alla Flotilla partita per la Palestina. “In questi giorni sono sulla bocca di tutti gli attacchi subiti dalla Global Sumud Flotilla, la flotta navale partita da vari porti europei in supporto alla Palestina. La Flotilla, per questi attacchi, ha ricevuto solidarietà da città di tutta Italia, con manifestazioni in quasi tutte le regioni d’Italia a cui hanno partecipato migliaia di persone, tra cui molti studenti”.

“Come Unione degli Studenti – ha detto Tommaso Martelli, coordinatore nazionale del sindacato studentesco – crediamo fortemente che la scuola, a partire dal ministero dell’Istruzione debba prendere posizione ed essere un esempio virtuoso nei confronti di tutti gli studenti, ma anche tutta la popolazione. È impensabile che dopo decine di anni di occupazione e genocidio da parte di Israele nei confronti del popolo palestinese, e di attacchi diretti a nostri connazionali membri della Flottilia, il ministro non riesca a prendere posizione”.     

Il sindacato studentesco per questo motivo ha chiesto, con una lettera, un incontro al ministro e ne ha rilanciato il contenuto nella manifestazione odierna: “Riteniamo questo tavolo doveroso – ha detto ancora Martelli – in quanto la solidarietà espressa dagli studenti soprattutto nelle ultime settimane, sia segnale di dover prendere una posizione chiara al fianco dell’equipaggio della Flotilla e del popolo palestinese tutto”.

“Le scuole devono essere le prime a esprimere solidarietà verso la popolazione di Gaza, che continua a resistere nonostante il genocidio in atto. Continueremo ad attivarci in tutte le scuole e in tutte le città, soprattutto attraverso lo sciopero studentesco nazionale del 14 novembre”. Perché – ha concluso il rappresentante UdS – in un’altra scuola, un altro mondo è possibile”.

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