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Studenti e professori in piazza a Firenze mentre il ministro Valditara è in città

Protesta di docenti e studenti

Nuovo corteo a Firenze oggi, 26 ottobre: gli studenti scendono in piazza, insieme ai professori che li sostengono, in concomitanza con l’arrivo in città del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, atteso al Festival delle Regioni. Alla kermesse è presente anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il percorso e le misure di sicurezza

L’appuntamento è fissato intorno alle 13-13:30 in piazza Santa Maria Novella. Per i manifestanti, sarà off limits un’ampia area intorno a piazza del Duomo, dove “L’Italia delle Regioni” si svolge in diverse sedi. La protesta segue il corteo di sabato contro il caro vita, accompagnato a più riprese da momenti di tensione, con lancio di oggetti contro le forze dell’ordine e cariche di alleggerimento.

Le richieste degli studenti

Sui propri canali social il Collettivo K1 parla di “prof e studenti per una scuola migliore” e ribadisce le richieste alla base della protesta: “lo stanziamento di 10 miliardi per le nostre scuole” anziché per il riarmo, la manutenzione delle strutture, la risoluzione della precarietà del corpo docente, progetti di educazione sessuoaffettiva e un rinnovato appello all’ascolto delle necessità degli studenti. Il collettivo manifesta contrarietà alla militarizzazione delle scuole. Alla mobilitazione di oggi hanno aderito anche collettivi di studenti universitari, mentre in piazza sono attesi insieme agli studenti anche i docenti che li sostengono.

Il comunicato del collettivo

Nel comunicato i giovani spiegano le ragioni della presenza in piazza: “Ancora una volta ci saremo, perché è inammissibile che il ministro Valditara sia a Firenze ed è inammissibile rimanere in silenzio di fronte a colui che si fa promotore della nostra situazione”. E aggiungono: “Noi studenti di Firenze, insieme ai professori che ci sostengono nella lotta, scenderemo in piazza, per ribadire che la scuola è nostra, che la lotta studentesca sta andando avanti e che non possiamo continuare a subire questa situazione”. L’invito è a “continuare a far sentire la nostra voce, uniti per una scuola e una vita più bella”.

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