Il sistema di valutazione dei dirigenti scolastici non tiene conto delle condizioni di contesto. Lo sostiene l’ANDIS, l’Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici, in una nota del 26 ottobre. Il Consiglio nazionale, riunito dal 2 al 4 ottobre a Nova Siri, in provincia di Matera, ha affrontato il tema e avanzato alcune proposte.
Per l’associazione la valutazione deve essere “uno strumento di crescita professionale, trasparenza e miglioramento continuo”, senza logiche classificatorie né modelli di dirigenza preimpostati. L’ANDIS, che cita anche il rischio di una deriva algoritmica, rileva che l’esperienza del 2025-26 non ha soddisfatto del tutto la categoria. Tra le distorsioni indicate c’è un rischio di ingerenza sull’autonomia della scuola e sulla libertà di insegnamento, se i dirigenti fossero indotti a forzare i documenti strategici per adattarli alla piattaforma ed evitare penalizzazioni nel punteggio. Il Consiglio lamenta inoltre l’assenza di un aggancio al ciclo triennale, perché gli obiettivi cambiano ogni anno per decreto.
L’associazione segnala anche continui ritardi e malfunzionamenti della piattaforma, come anomalie nell’acquisizione delle attestazioni OIV e storni automatici dei punteggi privi di verifica umana. A suo avviso questo impedisce ai dirigenti di ricevere in tempi opportuni i feedback utili al miglioramento professionale. Il Consiglio nazionale ricorda che la valutazione contribuisce a determinare la retribuzione di risultato, che non risulterebbe ancora quantificata né liquidata per gli anni precedenti, nonostante valutazioni eccellenti per la gran parte dei dirigenti: il 70-75% con voti superiori a 80/100.
Tra le richieste, l’introduzione del fattore umano e di una valutazione qualitativa, con il superamento dei controlli algoritmici senza supervisione; la triennalità degli obiettivi, allineata al ciclo del PTOF; una valutazione della coerenza tra RAV, PDM e PTOF che non si limiti alla corrispondenza numerica. L’ANDIS chiede inoltre di valorizzare l’impegno progettuale, come l’Erasmus+, anche senza finanziamento, riscontri tempestivi del Ministero sulle evidenze inserite, certezza dei tempi di erogazione delle retribuzioni di risultato, attenzione alla situazione delle segreterie e alla continuità di servizio degli addetti, allineamento dei tempi di valutazione e di retribuzione e diffusione tempestiva dei dati aggregati a livello nazionale e regionale.