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Aggiornato il 14.12.2025
alle 19:33

Studenti massacrano di botte un compagno di classe lesionandogli un timpano, c’è chi sostiene che in passato sono mancati provvedimenti chiari

Marco Giuliani

Dei compagni di classe in disaccordo e che discutono, probabilmente a causa di equivoci durante un’interrogazione, sono una circostanza comune: non lo è affatto, invece, che almeno in quattro, tutti minori, arrivino a organizzare una spedizione punitiva serale contro uno di loro. Dopo averlo preso a calci e pugni al volto, alla testa e allo stomaco, hanno lasciato il compagno a terra, con varie contusioni in tutto il corpo e una lesione al timpano. Il raid punitivo, di questo si è trattato, è stato organizzato alcuni giorni fa a Santa Croce di Magliano, in provincia di Campobasso: la giovane vittima è dovuta ricorrere alle cure dell’Ospedale di Termoli, dove gli sono stati riscontrati diversi giorni di prognosi.

A fare scoprire l’accaduto è stato un video, diventato virale sui social, realizzato da un giovane presente al pestaggio.

Indagini e commenti

“Così sono partite le indagini dei carabinieri – ha scritto l’Ansa – ed il caso è finito sul tavolo dalla Procura dei Minori di Campobasso. Anche il sindaco del comune Alberto Florio è intervenuto con un post sull’accaduto”.

“Si tratta di situazioni estremamente delicate – ha dichiarato il primo cittadino – che coinvolgono ragazzi e famiglie, è fondamentale evitare processi mediatici, diffusione di video e strumentalizzazioni, che rischiano solo di aggravare il danno e di colpire ulteriormente i minori coinvolti”.

Di avviso diverso alcuni cittadini di Santa Croce di Magliano, i quali nel condannare l’accaduto hanno scritto, sui social, che certi accadimenti “minano la serenità e il senso di sicurezza di un intero paese. Ma è altrettanto vero che, forse, se in passato si fossero presi provvedimenti chiari anche per altri fatti come aggressioni fuori dai bar, minacce subite da alcuni commercianti, atti vandalici e, se questi comportamenti fossero stati pubblicamente condannati con fermezza, accompagnati dalle segnalazioni e dalle azioni necessarie, oggi, forse, staremmo parlando di altro”.

Di chi è la colpa?

È difficile commentare un episodio così grave e complesso, probabilmente ancora non del tutto ancora chiaro nel suo svolgimento: quello che è certo, tuttavia, è pensare che per trovare dei colpevoli rispetto a quanto accaduto in provincia di Campobasso occorra prima di tutto puntare il dito contro la pessima gestione degli episodi passati, poiché non avrebbero ricevuto una condanna pubblica e delle azioni punitive adeguate.

Risposte di questo genere, a nostro avviso, arrivano a realizzare delle convinzioni sbagliate: sminuire le gravi responsabilità degli autori del raid punitivo, non rimarcare delle probabili responsabilità da parte delle loro famiglie, allargare in modo generico ad altre componenti sociali (forze dell’ordine, organi di informazione, probabilmente anche la scuola) i motivi delle violenze folli e gratuite prodotte sul malcapitato compagno di classe.

Come mai, invece, non sono state chiesti con forza adeguati provvedimenti da parte della giustizia e della scuola (considerando anche l’inasprimento delle sanzioni approvato per legge un anno e mezzo fa, anche se per il momento con risultati poco entusiasmanti), nei confronti degli studenti autori del pestaggio, una volta che sarà ricostruito correttamente l’accaduto con vittima il povero alunno della provincia di Campobasso?

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