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Studenti pronti all’insolita protesta di primavera

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Torna la protesta studentesca contro la politica e i tagli attuati dal Governo sul mondo dell’istruzione. Certo, è una contestazione in tono minore, priva dell’enfasi dei mass-media, attuata più con l’eloquio (le assemblee e i dibattiti) che con le grandi manifestazioni cui eravamo stati abituati lo scorso autunno. Sta di fatto, però, che dopo una lunga pausa invernale le associazioni studentesche – in particolare la Rete e l’Unione degli studenti – sono tornate sul piede di guerra.
Lo stato di agitazione è ripreso il 27 febbraio, quando in decine di città e capoluoghi l’Uds ha organizzato dei cortei studenteschi riuniti sotto il nome di “Surfing day”: cortei e assemblee pubbliche si sono svolte a Roma, Torino, Genova, Napoli, Cagliari, Siena, Brindisi, Salerno, Cosenza, Trieste, Bologna, Padova, Reggio Calabria, Siracusa, Catania, Bari, Grosseto, Ancona, Milano, Matera, Potenza, Viterbo, Verbania e Orvieto. Come ci si poteva immaginare non c’era l’onda di  studenti d’inizio anno. Ma complessivamente diverse centinaia di studenti hanno sfilato per ribadire l’esigenza di porre rimedio ad alcune emergenze: dal sistema
integrato di servizi e finanziamenti per il diritto allo studio e l’accesso al sapere, ad interventi straordinari per l’edilizia scolastica, a maggiori strumenti e spazi di partecipazione nelle scuole per gli studenti, sino al riordino degli istituti tecnici e professionali e ai tagli agli organici che si riflettono sulla qualità dell’insegnamento. E tra i provvedimenti legislativi più osteggiati ci sono sempre legge 133 e il DdL Aprea.
Erano molti anni che non si proponeva una mobilitazione studentesca in questo periodoha detto Stefano Vitale, dell’esecutivo nazionale Unione degli studenti – e nonostante i numeri (non esaltanti ndr) è un importante segnale di vitalità: dimostra che ci siamo e siamo pronti alle mobilitazioni della prossima primavera.
L’Uds ha anche realizzato un giornale studentesco, “Underground”, dal titolo di un omonimo giornale pubblicato dal gruppo Nirvana nel 1988: si tratta di uno spazio libero in cui gli studenti dicono la loro su scuola, sulla società, sullo scenario internazionale e altri ancora.
Le prossime iniziative e mobilitazioni degli studenti sono state già fissate: il 18 marzo parteciperemo allo sciopero della scuola e dell’università promosse dall’Flc-Cgil in tutti i territori – annuncia Vitale – e il 21 marzo tanti giovani e studenti parteciperanno alla mobilitazione nazionale contro le mafie a Napoli. Siamo al fianco di chi questa crisi non la vuole pagare, che il Governo ne tenga conto“.
Ci sarà anche la Rete degli studenti alla manifestazione organizzata dal sindacato di Mimmo Pantaleo per il 18 marzo, nel giorno dello sciopero generale della scuola e dell’università. I motivi specifici della protesta sono riassunti da Luca De Zolt: “è un momento di forte difficoltà per la scuola pubblica, straziata dai tagli che ora sono visibili con la sparizione dei docenti e la dequalificazione della didattica e dei laboratori – ha spiegato il leader della Rete degli studenti – in una scuola attaccata nelle sue basi costituzionali del progetto di legge Aprea che va verso la privatizzazione del sistema scolastico e l’abbattimento del diritto allo studio”.
Il ritorno alla contestazione della Rete degli studenti è coinciso, il 28 febbraio, con un’assemblea nazionale di due giorni a Prato dove sono confluiti studenti provenienti da tutte le provincie d’Italia per produrre proposte alternative a quelle del Governo: “vogliamo ridare forza al movimento studentesco dopo lo straordinario autunno che abbiamo vissuto – ha spiegato sempre De Zolt – attraverso la discussione degli effetti dei tagli, di come contrastare i regolamenti attuativi della legge 133 e di come fermare il DdL Aprea”.
Il malessere degli studenti è stato ribadito durante il Consiglio nazionale dei presidenti delle Consulte provinciali: l’assemblea plenaria ha licenziato un documento, approvato a larga maggioranza, che va in netta controtendenza rispetto a quanto fatto dal Governo negli ultimi mesi.“Gli studenti delle Consulte – hanno spiegato dall’Uds – hanno chiesto al Governo di intervenire in maniera mirata, colpendo anche le scuole paritarie e comunque facendo in modo che i tagli non vadano a dequalificare completamente le scuole superiori. Tra le altre richieste, l’introduzione di un biennio unitario per tutti gli indirizzi di scuole superiori, teso all’acquisizione per tutti dei saperi di cittadinanza necessari per vivere degnamente nella società della conoscenza, e la creazione di uno statuto per gli studenti in stage di alternanza scuola-lavoro, allo scopo di garantire adeguati standard formativi, evitando che gli stages costituiscano una fonte di manodopera a costo zero per le aziende.
Intanto dal Miur sono arrivati segnali di disponibilità al dialogo: al termine dell’incontro, tenuto il 26 febbraio, proprio con il Consiglio nazionale dei presidenti delle Consulte studentesche il Ministro Gelmini ha assicurato che le Consulte stesso d’ora in poi potranno partecipare alla commissioni ministeriali: “perché sono convinta dell’importanza del contributo che gli studenti possono offrire sui temi della scuola. Le porte del Ministero sono sempre più aperte agli studenti”, ha sottolineato il responsabile del Ministero dell’Istruzione. Un primo importante segnale. Che però non basterà di certo a fermare l’isolita protesta studentesca primaverile.