Sempre più giovani tendono a ritirarsi socialmente. Rinchiudersi all’interno delle proprie stanze rappresenta uno dei fenomeni più preoccupanti e in rapida crescita dell’epoca contemporanea. Uno studio, pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Nature, basato su due campioni nazionali rappresentativi di studenti italiani di 14-19 anni, ha rilevato tra il 2019 e il 2022 che la percentuale di adolescenti che trascorrono il tempo libero con amici in presenza è sceso dal 79,6% al 65,6%; inoltre la percentuale di adolescenti che trascorrono il tempo libero da soli e salita dal 16,2% al 21,9% e infine quella degli adolescenti che non incontrano mai gli amici è salita dal 5,6% al 9,7% (Cerbara et al. 2025).
Spesso assimilato alla condizione degli hikikomori, l’isolamento volontario non deve essere scambiato per pigrizia, apatia o mera dipendenza dai dispositivi digitali. La chiusura verso l’esterno è spesso un meccanismo di difesa estremo, attivato di fronte all’incapacità di sostenere il peso delle aspettative sociali, la paura del giudizio e la sensazione di inadeguatezza che la società della prestazione tende a generare.
Per riattivare nei ragazzi la spinta al contatto con l’altro e il desiderio di appartenenza è necessario adottare un approccio educativo strutturato e orientato allo sviluppo delle competenze interiori, capace di restituire un senso di sicurezza psicologica e relazionale. Il percorso Prefigurare il Futuro affronta l’isolamento giovanile fornendo a insegnanti, educatori e famiglie protocolli e strategie scientificamente fondati. Il programma offre strumenti pratici per riallacciare i fili della comunicazione e della connessione, promuovendo amicizia e supporto sociale. L’obiettivo è contribuire a costruire spazi relazionali sicuri in cui i giovani possano riscoprire la propria efficacia personale, riducendo l’ansia da prestazione e risvegliando il piacere autentico della relazione umana interpersonale.
Sono aperte le iscrizioni alla nuova edizione di Prefigurare il Futuro! Partecipare al percorso Prefigurare il Futuro significa accedere a metodologie neuroscientifiche e pedagogiche all’avanguardia, studiate per supportare ragazzi, insegnanti e genitori nel viaggio verso la consapevolezza, la resilienza e la realizzazione personale. Iscriviamo oggi le nostre scuole per diffondere le competenze educative che promuovono il benessere delle nuove generazioni.
Per spezzare la catena del bullismo è necessario promuovere un cambio di paradigma, capace di agire alle radici della relazionalità e della gestione delle pulsioni ed emozioni. Il progetto Prefigurare il Futuro di Fondazione Patrizio Paoletti offre alle comunità educative una risposta validata dalla ricerca neuroscientifica: interrompere il circuito della violenza è possibile, agendo insieme sulle cause. Comprendere come il cervello reagisce allo stress, alla rabbia e alla percezione di minaccia consente di strutturare percorsi di prevenzione primaria efficaci.
Attraverso lo sviluppo dell’empatia, della resilienza, della consapevolezza di sé e delle tecniche di autoregolazione emotiva, ragazzi ed educatori apprendono che l’aggressività non è una fatalità né una strategia accettabile, ma una reazione che può essere riconosciuta, decodificata e trasformata. Imparare a sentire il dolore dell’altro e a gestire i propri impulsi contribuisce a sostituire la cultura della sopraffazione con quella del rispetto e della cooperazione. Le iscrizioni alla nuova edizione di Prefigurare il Futuro sono aperte! Partecipare al percorso Prefigurare il Futuro significa, per ragazzi, docenti e genitori, accedere a metodologie neuroscientifiche e pedagogiche all’avanguardia, studiate per supportare l’intera comunità scolastica nel viaggio verso la consapevolezza, la resilienza e la realizzazione personale. Iscriviamo oggi le nostre scuole per diffondere le competenze educative che promuovono il benessere delle nuove generazioni.
Da quest’anno c’è una novità: il percorso è aperto non solo alle scuole secondarie di secondo grado, ma anche alle secondarie di primo grado.
La resilienza di un adolescente non si costruisce in solitudine, ma si coltiva attraverso la qualità delle relazioni e dei contesti in cui cresce. Per questo motivo il progetto coinvolge attivamente tre figure chiave in un percorso parallelo:
Il percorso si fonda sulla ricerca neuroscientifica e neuropsicopedagogica della Fondazione, traducendo le scoperte sul funzionamento del cervello in strumenti pratici per la quotidianità. Al centro del progetto vi è il programma delle 10 Chiavi della Resilienza, progettato per allenare risorse essenziali come l’attenzione, la volontà, la motivazione e la consapevolezza emotiva.
I ragazzi impareranno ad affrontare ansia e solitudine, a vivere un rapporto consapevole con il web attraverso il “detox digitale” e a indirizzare le proprie capacità per immaginare e progettare il proprio domani. La validità scientifica del progetto è garantita dal monitoraggio costante realizzato in collaborazione con l’Università di Padova.
Il progetto propone una formula blended flessibile che unisce tecnologia, presenza ed esperienza diretta:
Per supportare insegnanti e genitori nella comprensione del mondo degli adolescenti, la Fondazione propone anche un ciclo di webinar gratuiti focalizzati sull’azione e sulla prevenzione del disagio:
Su questi argomenti il webinar introduttivo online il 20 ottobre.
La partecipazione a “Prefigurare il Futuro” è completamente gratuita, ma i posti sono limitati. Non perdere l’opportunità di offrire questo prezioso percorso di crescita al tuo istituto scolastico.
Per ricevere informazioni dettagliate o per iscrivere la tua scuola, contatta subito la Segreteria della Fondazione Patrizio Paoletti: