Pensioni scuola 2027, ecco le date per presentare domanda: dopo l’informativa al MIM per l’apertura delle finestre per andare in pensione dal 1° settembre 2027 è stata fissata la scadenza al 21 ottobre 2026 per il personale scolastico e al 1° marzo 2027 per i dirigenti scolastici. Lo riporta Anief.
Si è svolto nel pomeriggio di oggi, 22 settembre, l’incontro tra le organizzazioni sindacali e il MIM sul decreto ministeriale relativo alle cessazioni dal servizio con decorrenza 1° settembre 2027 e sulla relativa circolare di accompagnamento.
L’Amministrazione ha reso nota la bozza di decreto ministeriale e della relativa circolare, con le indicazioni operative. Le istanze potranno essere presentate a decorrere dal 25 settembre 2026. Entro i medesimi termini, gli interessati avranno inoltre la facoltà di revocare la domanda di cessazione precedentemente inoltrata.
ANIEF chiede una finestra pensionistica dedicata a tutto il personale della scuola: docenti e ATA in pensione a 60 anni. Per ANIEF le coperture economiche ci sono. Secondo il presidente nazionale ANIEF, Marcello Pacifico, “per finanziare la pensione anticipata di alcuni anni a favore del personale scolastico, senza riduzioni dell’assegno o penalizzazioni di altro tipo, si potrebbe utilizzare una parte del ‘tesoretto’ INAIL, pari a 47 miliardi di euro: di questi ne basterebbero 10, quindi poco più di un quinto. Inoltre, si potrebbe separare la spesa sociale dal bilancio INPS relativo al pagamento degli assegni. Si tratta di due operazioni importanti, che hanno bisogno di una spinta proveniente innanzitutto da una grande fetta di lavoratori del comparto Istruzione e Ricerca. Speriamo – conclude Pacifico – che ci sostengano, andando a costituire una massa critica, nell’obiettivo da raggiungere”.
Ricordiamo che la via d’uscita sembra essere, per molti, solo la pensione: ma al momento solo chi svolge un lavoro “logorante” può cercare di smettere di lavorare in anticipo, con la cosiddetta Ape Sociale, che di recente è stata estesa al 31 dicembre 2026.
Con l’Ape Sociale, con 63 anni e 5 mesi di età e 36 di contributi, è possibile andare in pensione in anticipo, con una piccola decurtazione fino ai 67 anni, per i lavoratori della scuola che svolgono una professione inserita nella lista dei lavori più faticosi: sono i docenti di scuola primaria e pre-primaria (codice Istat 2.6.4), secondo la tabella inserita nell’allegato 3 della Legge 30 dicembre 2021, n. 234, la Legge di Bilancio 2022. E gli altri? Tranne chi rientra nei benefici previsti dalla Legge 104/92 e le donne (poche) che possono accedere ad Opzione Donna (peraltro in cambio di sacrifici economici notevoli), praticamente non c’è via d’uscita che lavorare fino a 67 anni oppure accumulare 41 anni e 10 mesi (le donne) e 42 anni e 10 mesi (gli uomini).
I docenti soffrono di stress cronico: quasi sette insegnanti su dieci (il 68%) nel corso della propria carriera dichiarano di avere vissuto qualche esperienza di burnout, derivante dal lavoro, fatto non solo di lezioni e gestione dei compiti, ma anche scadenze, pressioni da parte dei genitori, alunni scalmanati, burocrazia soffocante, connessione h24.
L’alta percentuale non sembra essere relativa solo agli insegnanti con più esperienza: è significativo che anche il 68% dei docenti che hanno meno di 14 anni di anzianità di servizio ritiene di ritrovarsi in burnout. Questi sono i dati che emergono da un sondaggio della ‘Tecnica della Scuola‘ a cui hanno partecipato 2.188 insegnanti.