Home Attualità Sul web s’impara. A raggirare i “prof” e a vivere felici

Sul web s’impara. A raggirare i “prof” e a vivere felici

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Studiare? Perché mai, se con una ricerca sul web si può imbrogliare qualsiasi “prof”? “Filosofia di vita” valida in tempi normali: figuriamoci nell’era della “DDI”! YouTube pullula di video realizzati da piccoli guru dell’imbroglio telematico, spesso con tanto di sponsor (portali e prodotti telematici per adulti): a riprova che target dei filmati sono anche i genitori, i quali detengono il portafoglio di casa (e talora appoggiano i figli nell’inganno).

La fantasia (dell’inganno) al potere

Icotea

Tutti i pargoli di questi video si danno arie da habitué della TV in stile “Le Iene”: le mosse sono le stesse (ancorché affettate e goffe se confrontate coi modelli), i capelli ben curati (o artificiosamente trasandati). Il linguaggio è quello anglobalizzato dei nerd nostrani da periferia suburbana, con accento dal siculo al cispadano. Il tutto dà un’impressione trista da Lucignolo del terzo millennio, da aspirante minus habens la cui esistenza si dipana in un eterno presente senza futuro né passato. Piccoli “geni” (?) dello smanettamento compulsivo, esimi uno-nessuno-e-centomila i cui pensieri si limitano al “come-ti-frego-il-prof-fessacchiotto-grazie-al-mio-potente-device”, e la cui massima gioia è contemplare la propria immagine ben inquadrata e montata con tecnica persuasiva e “simpatica”. Narcisi in erba, sul cui futuro non sarebbe prudente scommettere: potrebbero diventar dei falliti; ma anche tramutarsi in gettonati “influencer, in manager efficienti o in politici di grido (considerato il livello culturale ed etico di molti tra coloro che guidano le sorti del pianeta).

La furbizia al posto dell’intelligenza

I consigli elargiti ai nostri studenti sono tanti, ma il fine è sempre lo stesso: non studiare; non fare i compiti; non faticare per capire cosa i docenti vorrebbero da loro; ingannare chi controlla il loro impegno; copiare; allungare i tempi per rispondere alle domande; fingere problemi di connessione per sparire al momento opportuno; fingere guasti al microfono o alla telecamera. Fingere.

«Questi piccoli trucchetti mi hanno salvato la vita» dice uno di questi “maestri di vita”. «Grazie a questi trucchi si risparmia tempo e stress», aggiunge; senza chiedersi se l’intelligenza utilizzata per realizzare il video non potrebbe magari servirgli per fini più nobili che non la lubrica furbizia.

Quindi il tenero virgulto della futura “ruling class” pubblicizza un’estensione di Chrome per Google Meet («senza la quale io sarei stato bocciato l’anno scorso»), creata per bloccare la propria immagine in webcam simulando problemi di connessione. Geniale, no? «È tra le basi della DaD», sentenzia l’imberbe maîtreàpenser.

Che ne pensano i tanti docenti (e Dirigenti) entusiasti della DDI? Che ne pensano Ministri e Sottosegretari che hanno chiuso le scuole e affidato la pubblica istruzione a Google?

Il suicidio di un Paese (e della sua antica civiltà)

«Se la prof spiega una cosa che non ve ne frega niente, cliccate lì e andate a letto a dormire»: è una delle anacolutiche pillole della saggezza di costui. E giù consigli per evitare pose “sospette” e simulare naturalezza. I “prof” insegnano educazione civica sul web, e dal web i ragazzi imparano l’arte del raggiro. Arte italiota per antonomasia. Tanto in futuro i nostri ingegneri, medici e architetti saranno cinesi e indiani, i nostri insegnanti senegalesi, i nostri avvocati albanesi. Gli italioti sono troppo furbi per impegnarsi a svolgere loro queste funzioni. E questa mentalità la stanno imparando a scuola. Grazie alle tecnologie. O meglio, grazie alla smisurata e cieca (e ideologica) fede degli adulti italiani nelle tecnologie.

Se l’Italia diventa il Paese dei Lucignoli

«Quest’estensione, ragazzi, è la vita». Fine. Dopodiché il furbetto presenta lo sponsor: un’app destinata però ai genitori (molti dei quali evidentemente guardano interessati questi filmati), utile per controllare il cellulare dei figli!

Alla follia che viviamo non c’è limite. Lo dimostrano altri filmati, facili da reperire: il tutorial “Come saltare video lezioni laggando”; l’interessante “Come copiare su Google Meet”; l’istruttivo “Tutorial come far crashare le videolezioni moltiplicandosi all’infinito!”; l’imprescindibile “I modi migliori per copiare quando fai videolezioni”; l’irresistibile “Come trovare risposte corrette dei test su Moduli e come “nasconderle”” (che però dà anche suggerimenti ai docenti per non farsi raggirare); e infiniti altri frutti della lucignolesca furbizia degli Italiani di domani.

Guardate e ammirate, o ingenui docenti!

È la metamorfosi dell’Italietta Felix in Paese dei Lucignoli. Il “Pinocchio” di Collodi nessuno tra i giovanissimi lo legge più, ma possiamo star certi che oggi il protagonista e il personaggio da imitare sarebbe il suo corruttore Lucignolo.

Licenza assoluta per pifferai e incantatori d’ogni risma

C’è però anche un altro aspetto che vorremmo sottolineare. La multinazionale Google LLC (proprietaria di YouTube) ha annunciato fin da aprile che Youtube fermerà i video che contraddicono l’OMS sul CoViD-19. In tal modo potrebbe venir escluso dalla diffusione anche il pensiero di un medico importante che, in scienza e coscienza, desse in proposito una versione contrastante con quella ufficiale. Per quale motivo, invece, oltre a permettere la diffusione di filmati d’ogni tipo (persino nazifascisti o su come evadere le tasse), YouTube permette che i nostri figli siano esposti anche agli insegnamenti dei maghi dell’inganno online? Per quale arcano motivo, nel libero pollaio del web, le libere volpi hanno licenza di scorrazzare impunite?