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Sulle pensioni il giudice del lavoro deciderà a giorni

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  • GUERINI

Passata tutta la materia al giudice del lavoro, dopo la sentenza del Tar del Lazio che ha stabilito la propria estraneità al giudizio, si attende ora che dal tribunale di Siena arrivi la sentenza.
 La Cisl Scuola, che ha patrocinato i ricorsi avverso la Legge Fornero sulle pensioni fortemente penalizzante per i docenti che non raggiungono i requisiti per i benefici al 31 /12/2011, fa sapere che il 12 luglio si è svolta l’udienza per la discussione del ricorso proposto e che il magistrato si è riservato la decisione, rimandandola ai prossimi giorni.
Il ricorso è nato a tutela di tutti coloro che si sono visti respingere l’istanza di cessazione dal servizio a far data dal prossimo 1° settembre (con diritto al trattamento di quiescenza) per effetto della “riforma Fornero”: il personale in questione, infatti, aveva in corso di maturazione entro il 31.8.2012 i requisiti pensionistici vigenti fino al 31.12.2011.
ll ricorso, dice ancora la CislScuola, è volto essenzialmente ad ottenere il rinvio alla Corte Costituzionale della questione di legittimità dell’art. 24 del decreto-legge 201/11, che ha limitato per tutti i lavoratori dipendenti il mantenimento dei requisiti previgenti alla condizione di averli maturati entro il 31 dicembre 2011, ignorando la particolare condizione del personale della scuola, il cui rapporto di lavoro è strettamente legato alla durata dell’anno scolastico.
Essendo passata la questione al giudice del lavoro, così come la sentenza del Tar del Lazio sancisce, appare estremamente importante il giudizio che uscirà da Siena perché se fosse favorevole ai ricorrenti, tutte le altre istanze che verrebbero proposte presso gli altri tribunali italiani per logica conseguenza e per uniformità di giudizio si dovrebbero adeguare a questa prima.
Ma sappiamo pure che altri gruppi di docenti penalizzati dalla legge Fornero, e che si sono riuniti nel comitato “Quota 96”, stanno preparando ricorsi al Consiglio di stato per contestare l’attribuzione della materia al giudice del lavoro.
Il comitato “Quota 96” infatti è nato con lo scopo di denunciare l’ingiustizia subita e ha ottenuto pure l’interesse e il sostegno di esponenti politici che onorevolmente stanno cercando di proporre una legge ad hoc per spazzare via una evidente ingiustizia.
Da non dimenticare inoltre che anche altri sindacati della scuola, come la Uil Scuola, la Gilda e la Flc-Cgil hanno messo a disposizione i loro studi legali per sostenere i diritti negati di questi docenti e del personale.