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Tagli per università, ricerca e Ata

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Secondo Il Sole 24 Ore, il Miur avrebbe consegnato al ministero dell’Economia non solo una lista di tagli, ma anche un pacchetto di misure da inserire in legge di Stabilità sia per le università che per attuare la “Buona Scuola” a partire dal piano di maxi-stabilizzazione di docenti precari, a ulteriori risorse ad hoc per potenziare wi-fi, laboratori e l’alternanza scuola-lavoro.

Nel mirino dovrebbero finire sia il fondo (Foe) che ogni anno finanzia con 1,6 miliardi i 12 enti di ricerca pubblici – dal Consiglio nazionale delle ricerche all’Agenzia spaziale fino all’Istituto di fisica nucleare -, sia il fondo delle università (il Ffo) che quest’anno vale in tutto 7 miliardi. La scure riguarderà anche altre voci: dalle giacenze sui fondi destinate ai bandi di ricerca (come il Far) ai finanziamenti previste nel decreto del Fare del Governo Letta destinate alle assunzioni, alle chiamate dirette di ricercatori e alla mobilità degli studenti.

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Per il settore scuola si profila invece una riduzione della pianta organica degli Ata. Si ipotizza uno “stop” alle assunzioni per coprire il turn-over. Una misura che porterebbe risparmi modesti, circa 30-35 milioni. Ma potrebbe avere ripercussioni negative sulle scuole.

Per attenuare questo taglio il Miur ha chiesto però 20 milioni per la digitalizzazione degli istituti. Si profila poi una riduzione delle supplenze brevissime (quelle di pochi giorni) e si accelera sul restyling delle commissioni degli esami di maturità.

Che scatterà già da giugno 2015. La proposta (che dovrà essere contenuta in una norma di legge) è di cancellare i membri esterni, e avere così commissioni composte solo dal presidente e da tutti e sei commissari interni. Anche l’apparato ministeriale subirà un taglio: verrà ridotta la pianta organica, con un dimezzamento delle facoltà assunzionali.