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Tecnologia ancora obsoleta nelle scuole

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Se per un verso le iscrizioni online a scuola hanno raggiunto il 99% e il registro elettronico è usato da oltre il 70% dei prof, sarebbero invece carenti le aule dotate di un tablet (2%) oppure di un pc (7%). Per non parlare di quegli strumenti previsti dal legislatore ma mai attuati: fascicolo elettronico, archivio virtuale, scrivania virtuale. Sono alcuni dei numeri diffusi ieri dalla Corte dei conti nella sua relazione sullo “Stato di attuazione e sviluppo del piano di dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, università e ricerca” e pubblicati dal Sole 24Ore .

Il rapporto parte dalla dematerializzazione delle procedure amministrative all’interno delle scuole. Un obiettivo ormai centrato appare il passaggio alle iscrizioni online che nel 2014-2015 ha interessato il 98,9% delle domande attese. A buon punto sembra inoltre la diffusione del registro di classe online (69%) e di quello del docente (74%) , sebbene con distribuzione geografica diseguale. Non esistono dati ufficiali invece, perchèil ministero non li ha forniti, sul rilascio della pagella online, sebbene esista un’apposita piattaforma che in teoria consente di erogare questo tipo di servizio. Ferma al 50% inoltre è la diffusione della modalità di comunicazione online scuola-famiglia. Anche qui in maniera non uniforme visto che si passa dal 72,8% delle Marche al 38,7% della Calabria. Dati che si riferiscono all’anno scolastico 2013/2014 così come i numeri sulla scarsa diffusione di tablet e pc in uso nelle aule: 2% i primi, 7% i secondi. Senza dimenticare quegli strumenti che pur previsti dalla normativa sono rimasti sulla carta, quali l’archivio virtuale, il fascicolo elettronico degli alunni e la scrivania virtuale semplificata. 

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Il piano di dematerializzazione prevedeva il loro affidamento al Consorzio Cineca, che, secondo un recente parere del Consiglio di Stato, intervenuto il 30 gennaio 2015, può svolgere attività affidategli dal Miur secondo il modello della persona giuridica in house providing, cioè evitando il ricorso ad imprese operanti sul mercato mediante procedure di evidenza pubblica. Sul punto i magistrati contabili chiedono, da un lato, «tempi certi per il completamento delle parti del piano non attuate e, dall’altro, la «fissazione di criteri di remunerazione delle prestazioni in modo da ottimizzare le potenzialità di risparmio consentite dal rapporto in house providing». Invocando la sussistenza dei presupposti per la sottoposizione del Consorzio Cineca al controllo della Corte dei conti.

A parte il focus sul ruolo del Cineca, che per la Corte dei Conti dovrebbe passare sotto il suo controllo,  i magistrati contabili invitano il Miur ad adoperarsi per «assicurare l’uniformità del processo di dematerializzazione e di informatizzazione nelle scuole di tutto il territorio nazionale».Svolgendo un attento monitoraggio sulle singole iniziative e, qualora servisse, utilizzando i suoi poteri sussidiari. Ma il pensiero della Corte dei conti va anche ai risparmi che potrebbero derivare se tutti gli uffici ministeriale riducessero l’utilizzo della carta al «minimo indispensabile» e sostituissero il «mezzo postale con quello informatico».