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15.01.2026

Titoli di sostegno Indire e abilitazioni 30 CFU per chi ha conseguito la specializzazione all’estero, arriva la denuncia del Movimento dei Diritti Civili per cortocircuito burocratico

Lucio Ficara

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito non sta rilasciando il riconoscimento del titolo estero su sostegno per il conseguimento dei percorsi abilitanti 30 CFU a migliaia di insegnanti che avevano avuto accesso con riserva al percorso abbreviato per l’abilitazione in una classe di concorso proprio in virtù del titol odi sostegno conseguito all’estero e in attesa di riconoscimento. Tale diniego fatto dal MIM è dovuto al fatto che gli stessi docenti che hanno già conseguito il titolo abilitante 30 CFU, ai sensi dell’art.13 del DPCM 4 agosto 2023, hanno rinunciato al riconoscimento del titolo estero di sostegno per avere partecipato al corso di sostegno INDIRE e quindi hanno conseguito il titolo di sostegno italiano annullando la validità di quello straniero. A tal proposito abbiamo sentito Franco Corbelli, Presidente del Movimento dei Diritti Civili, che ci ha spiegato di avere già intrapreso una battaglia per la soluzione di quello che sembra essere un cortocircuito burocratico.

Denuncia del Movimento dei Diritti Civili

Il Presidente del Movimento dei diritti Civili, il cosentino Franco Corbelli, rivolge un appello al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, chiedendogli di risolvere il “pasticcio burocratico” che si è creato dopo i corsi Indire per la specializzazione del sostegno che hanno visto diverse migliaia di docenti – che avevano conseguito il titolo di specializzazione all’estero, beffati e fortemente delusi.

Queste migliaia di insegnanti, ci spiega Corbelli, avevano fatto accesso, con riserva, ai percorsi abilitanti 30 CFU per le classi di concorso su posto comune in quanto in possesso di specializzazione di sostegno presa all’estero. Dopo avere frequentato e superato con successo i suddetti percorsi abilitanti presso diverse Università italiane, sostenendo anche dei costi economici, si sono ritrovatii con un’abilitazione di fatto inesistente per un difetto di natura burocratica. Il problema riguarda i percorsi di abilitazione da 30 CFU (ex art. 13 del DPCM 4 agosto 2023), destinati a chi è già abilitato o specializzato e vuole ottenere un’altra abilitazione in una classe di concorso diversa, con la speranza così di poter ottenere qualche incarico nel nuovo anno scolastico. 

La rinuncia al titolo estero di sostegno

Per migliaia di questi docenti l’iscrizione ai percorsi abilitanti 30 CFU su disciplina era avvenuta “con riserva”, in attesa del riconoscimento del titolo estero da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM). Ma per poter partecipare al corso Indire i docenti avevano dovuto rinunciare al contenzioso che avevano con lo stesso ministero. Per aderire a questa nuova forma di specializzazione, il Ministero ha imposto ai docenti una condizione irrinunciabile: la rinuncia ufficiale alla domanda di riconoscimento del titolo estero che avevano chiesto in precedenza allo stesso Miur. Il risultato paradossale è che adesso le Università che dovrebbero rilasciare l’attestato di abilitazione 30 CFU, si rifiutano di farlo in quqnto manca il riconoscimento ufficiale dello stesso Ministero, con apposito Decreto ministeriale.

Situazione paradossale

Il leader del Movimento dei Diritti Civili definisce questa situazione paradossale. Al ministro Valditara viene chiesto perciò un intervento di “buon senso”, per riconoscere questo titolo estero in modo che le Università possano cosi, superando e sciogliendo la riserva, rilasciare il certificato di abilitazione, regolarmene conseguito dai docenti.

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